Clooney e il casco illegale Legge uguale per tutti?

L’attore usa la "scodella", che dal 2001 non è a norma. Nessuno lo ferma, mentre agli altri viene sequestrata la moto. La sanzione standard: multa, 5 punti in meno e scooter fermato per 2 mesi

Vabbè, si sa: da Napoli in giù il casco è un optional, metterlo o meno, anche se cavalchi una «belva» di grossa cilindrata, dipende dallo stato d'animo del motociclista, dal sole, dalla pioggia, dalla distrazione istituzionalizzata della polizia, dalla generosità dei giudici di pace, per i quali se sei depresso o stressato meriti di farla franca. Alla faccia della legge 7/12/99 n. 472 art. 33, entrata in vigore il 30 marzo 2000, che obbliga a indossarlo su tutto il territorio nazionale. Ma non è questo il tema di quanto state per leggere.

Tre giorni fa il Giornale ha riportato una notiziola sotto il titolo: «Zucchero pizzicato senza casco: multato». In vacanza a Pontremoli, il rude rocker emiliano è stato beccato senza casco alla guida di uno scooter, mentre la moglie, seduta dietro, provava a passargli il suo in velocità. Inflessibile, si fa per dire, il vigile l'ha punito con una multa di 78 euro. Neanche Alberto Sordi, nell'indimenticabile «Il vigile», avrebbe saputo fare di meglio verso la celebrità di turno. La normativa in vigore imporrebbe infatti ben altre sanzioni: se guidi senza casco o con casco non omologato (il che fa lo stesso) ti becchi la multa, il sequestro del mezzo per due mesi e una decurtazione di 5 punti dalla patente.

Bella botta. Lo so per esperienza. Il 3 gennaio 2007 una vigilessa mi bloccò nel centro di Roma a causa del casco non regolamentare: indossavo una vecchia «scodella» pur guidando un Liberty 200 e addio scooter per sessanta giorni. Mi scusai, protestai, provai a commuoverla, tirai in ballo una figlia che non ho, la mamma in ospedale: niente da fare. Sequestro del libretto, registrazione dei chilometri fatti, moto in garage soggetta a controlli, multa di 71 euro e cinque punti in meno sulla patente. Dura lex sed lex.

Dovrebbe valere per tutti. Non per Zucchero, a quanto pare, figuriamoci per George Clooney. Abbiamo tutti seguito con curiosità le scorribande estive sulla gigantesca Harley Davidson, dalle parti di Villa Oleandra, dell'attore hollywoodiano e della neofidanzata Elisabetta Canalis. Abbigliati da centauri, i due piccioncini hanno fatto la fortuna dei paparazzi. Fotografati in tutte le pose. D'accordo, George è George, un sex-symbol indiscutibile (non così tanto, ad ascoltare l'amico Brad Pitt), ormai un italiano ad honorem, visto che bazzica sempre da queste parti. E tuttavia le foto parlano chiaro: Clooney indossa - sempre - un casco non omologato, appunto una vecchia «scodella» nera, forse regolamentare negli States, non in Italia, dove non sono più in vendita dal 31 agosto 2001 e possono essere indossati solo sui ciclomotori da 50 cc. Oltre, equivale a non averli, e quindi si ricade sotto la ferrea legge di cui sopra.

Non risulta, però, che Clooney sia stato mai fermato per via del suo «caschetto estivo» (definizione su Internet), come se ne esistesse uno invernale. Certo, volete mettere la comodità: pur essendo un'anomalia tutta italiana e spagnola, gli elmetti leggeri Dgm, ancorché insicuri, rovinano meno i capelli, permettono di sentirsi più freschi, pure di rispondere al telefono senza bisogno di toglierlo. Peccato che siano «illegali» da otto anni, come stabilì un decreto firmato dall'allora ministro ai Trasporti, Bersani.

Ma, appunto, siamo in Italia. Dove le regole funzionano spesso a macchia di leopardo, dove è sempre facile trovare l'inganno per aggirare la legge (ricordate le magliette napoletane con le cinture di sicurezza disegnate di traverso?), dove «il problema è sempre un altro». Così succede che anche uno strenuo difensore della Giustizia come il bel gip Henry John Woodcock, il mastino dei cosiddetti Vipgate, Somaliagate, Savoiagate, Vallettopoli eccetera, il giudice che si fece conoscere nel 2002 precedendo di pochi giorni un servizio delle «Iene» sull'acquisto di patenti di guida presso la Motorizzazione civile di Potenza, sia stato immortalato a cavallo della sua potente moto Gran Turismo con un casco, diciamo, non proprio omologato. Per di più slacciato. Magari, mentre sfidava il vento, ripassava «La mia moto» di Jovanotti. Sapete, quella che fa: «La puzza di benzina mi fa girar la testa / quando sto su di lei è proprio la mia festa / mi guardo quando passo sui vetri dei negozi / mi accorgo che con lei mi sento proprio Fonzie».