Co2, Obama : -17%. Ma Pechino rilancia: -45%

Il presidente Usa rilancia i negoziati per il summit di Copenaghen. Proposta al ribasso, molto inferiore da quanto previsto dal protocollo di Kyoto. Per Pechino presente il presidente Wu Jiabao: -40/45% entro il 2020

New York - Obama rilancia. Ma al ribasso. A pochi giorni dall’inizio del vertice internazionale di Copenaghen gli Stati Uniti rilanciano i negoziati sul clima e avanzano la loro prima proposta concreta per arrivare a un accordo internazionale a dicembre. Barack Obama proporrà ai leader internazionali un taglio delle emissioni del 17%, rispetto ai valori del 2005, entro il 2020. E al summit sarà il premier Wen Jiabao a rappresentare la Cina alla conferenza sul clima. Lo ha annunciato un portavoce del ministero degli esteri cinese.

Obiettivo Usa Il piano, trapelato da fonti della Casa Bianca, prevedrebbe una graduale riduzione della produzione di gas serra che passerebbe al 30% entro il 2025 e al 42% entro il 2030. La proposta del 17% equivale a quella varata dalla Camera dei Rappresentanti nel giugno scorso ed è comunque molto inferiore ai livelli stabiliti dal trattato di Kyoto che prendeva come riferimento le emissioni del 1990. Il Senato, che difficilmente si occuperà di clima prima della primavera prossima essendo impegnato con la riforma della sanità, punta dal canto suo a una riduzione del 20% entro il 2020, ma la legge incontra durissime opposizioni e rischierà di non passare, secondo fonti politiche Usa.

Impegno cinese La Cina taglierà entro il 2020 del 40-45% l’intensità di emissioni di diossido di carbonio (per unità di pil) rispetto ai livelli del 2005. Lo riferisce l’agenzia Xinhua. Si tratta della prima volta che il gigante asiatico mette nero su bianco una proposta per contribuire al calo delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra. "Si tratta di un’azione volontaria presa dal governo cinese sulla base delle sue condizioni nazionali ed è un contributo importante allo sforzo globale nell’affrontare il cambiamento climatico" riferisce l’agenzia ufficiale, citando un comunicato del Consiglio di stato, l’organo esecutivo. In tal modo, alla vigilia di Copenaghen, la Cina, il Paese più inquinante del mondo, ha di fatto raddoppiato lo sforzo di riduzione delle emissioni inquinanti: tra il 2006 e il 2010, Pechino si era infatti impegnato a ridurre l’intensità energetica del 20%.

Anche Berlusconi L'annuncio cinese avviene all'indomani di quello dato dal presidente americano, che andrà al vertice sul clima nella capitale danese il 9 dicembre. Ieri anche il premier italiano, Silvio Berlusconi, ha annunciato la sua presenza a Copenaghen. La Cina è il primo produttore mondiale di gas che causano l'effetto serra, ma Pechino rifiuta di fissare obiettivi vincolanti alle sue emissioni inquinanti nel timore di frenare la crescita economica del Paese.