La cocaina si tinge sempre più di rosa

Aumenta l'uso della polvere bianca da parte delle donne, tra queste studentesse e manager. Dati preoccupanti: a Milano i "consumatori" rappresentano il 7-8% della popolazione tra i 15 e i 64 anni

Milano - La cocaina si tinge di rosa. Aumenta, infatti, il consumo di cocaina da parte delle donne. Studentesse universitarie alle prese con un esame difficile, ma anche donne manager "condannate" a performance vincenti. "Una crescita collegata all’equiparazione dei comportamenti fra maschi e femmine, un po' come è accaduto con le sigarette. Ma anche al modo di vivere e lavorare di oggi, dominato da velocità e smania di successo". Parola di Gabriella Gilli, psicologa della personalità dell’Università Cattolica di Milano, che in occasione del convegno in corso all’ateneo su "L’altra faccia della coca" descrive l’evoluzione in rosa dei consumi. "Non ho dati numerici precisi - avverte la psicologa - ma è indubbio un aumento delle consumatrici di coca, legato anche al contesto dell’assunzione di questa sostanza". La cocaina, infatti, "elimina la paura, il senso del rischio, fa sentire più sicuri, potenti e aggressivi". E così la manager carica di stress e responsabilità, o anche la studentessa universitaria che sta preparando con un esame difficile, sniffano in modo occasionale, per difendersi da ansia e tensioni. E, grazie all’aiuto artificiale, per uscire vincenti da una riunione importante, o superare brillantemente una prova all’università. "È la modalità che descriviamo come auto-cura", prosegue l’esperta. In pratica, questa sostanza viene vista da chi la prende quasi come un elisir, da assumere in occasioni particolari, "in grado di aiutare a vincere ansia e difficoltà, migliorando la performace".

A Milano il 7% degli adulti ne fa uso "Oggi i consumatori di cocaina a Milano rappresentano il 7-8 per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni" ha detto Roberto Mollica, responsabile dell’osservatorio dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl di Milano. Il consumo di cocaina non è più elitario, ma è diventato un consumo di massa che riguarda trasversalmente tutte le fasce sociali. La "polvere bianca" crea dipendenza fisica e psicologica ed accentua i comportamenti aggressivi, ma "il consumatore si accorge che la cocaina crea danni e problemi solo dopo otto anni di assunzion"» ha affermato Laura Rancilio, responsabile Aree Aids e Dipendenze della Caritas Ambrosiana.