Cofferati: dai perdenti non accetto processi

da Bologna

Allora, nel ’99, i Ds si facevano la guerra in casa. E finì con Giorgio Guazzaloca che espugnava il Comune di Bologna, primo - e per ora unico - sindaco del centrodestra eletto nella città rossa.
Oggi mancano due anni alle prossime elezioni amministrative, ma Sergio Cofferati deve già guardarsi le spalle. A suonare la sveglia all'ex leader della Cgil, le cui battaglie sulla legalità e, soprattutto, il modo di governare da «uomo solo al comando» hanno creato non pochi mal di pancia nella federazione Ds più grande d'Italia, ci prova un gruppo di «ex», soprattutto assessori, guidati da Silvia Bartolini. Che ora è responsabile nazionale per la Quercia delle politiche per gli anziani e che nel ’99 era la candidata sindaco che venne sconfitta da Guazzaloca.
In una sorta di riunione carbonara convocata alla prima periferia di Bologna, lunedì sera la Bartolini e una quindicina di altre persone, tutte iscritte o di area Ds, si sono riunite per buttare giù un documento, al momento top secret, per spiegare al sindaco Cofferati perché «se si continua così si rischia di perdere le prossime amministrative». Ieri è arrivata la replica, non molto galante, del Cinese: «Che i consigli di Silvia Bartolini su come vincere le elezioni a Bologna abbiano una qualche efficacia non mi convince» ha sibilato, ricordando che quel nome è ancora sinonimo di sconfitta storica. «Sono rimasta sorpresa ma non colpita da questa risposta che non fa molto onore all'intelligenza di chi l'ha pronunciata - il commento a caldo della Bartolini -. Il sindaco mi sembra inutilmente aggressivo. Io faccio politica - ha concluso - e continuerò a farla, non da sola ma insieme ad altre persone. Se poi si vuol dire che chi ha perso una elezione deve ritirarsi e non deve parlare più, bene, allora apriamo questo dibattito». Cofferati, in ogni modo, ha assicurato che leggerà il documento degli «ex».
L'iniziativa della Bartolini, che prevede oltre al documento una serie di iniziative per «svegliare» la città, è una delle spie del malumore che serpeggia tra i Ds bolognesi, schiacciati tra l'incombente Partito democratico e l'ingombrante sindaco. Non a caso anche al congresso provinciale della Quercia, che si è chiuso sabato, il giovane segretario Andrea De Maria è stato sì confermato, ma rispetto alla sua prima elezione ha perso per strada 78 voti tutti della mozione Fassino, la stessa sua. Tanto che ieri, sul quotidiano locale Il Domani, Cofferati, che si è gia detto disponibile a ricandidarsi per il 2009, ha parlato dell'esistenza di un «partito anti-sindaco» dentro la Quercia: «C'è chi vorrebbe - ha attaccato - che fosse il partito, o i partiti, a decidere le nomine nelle società e negli enti. C'è chi vorrebbe tornare al passato».