Colf, sanatoria al via: fino a 750mila domande

Arriveranno tra le 500 e le 750mila
domande. I datori di lavoro che
avviano la procedura di emersione dal lavoro irregolare
pagheranno il contributo di 500 euro. Lo Stato incasserà 1,6 miliardi di euro dalle tasse e dai contributi che verranno
versati nel primo anno di lavoro

Roma - Via alla sanatoria di colf e badanti. Un'operazione che potrebbe valere da 1,2 a 1,6 miliardi di euro: tanto incasserà lo Stato dalle tasse e dai contributi che verranno versati nel primo anno di lavoro da e per i lavoratori immigrati clandestini che possono essere regolarizzati. Il Viminale calcola che arriveranno tra le 500 e le 750mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro che sana i tre mesi di lavoro clandestino che vanno da aprile a giugno, lo Stato incasserà entro un mese tra i 300 e i 450 milioni.

Regolarizzare colf e badanti Da oggi partono gli adempimenti per regolarizzare colf e badanti in nero. I datori di lavoro che vorranno avviare la procedura di emersione dal lavoro irregolare potranno cominciare a pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore utilizzando l’apposito modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali e sui siti dell’Agenzia delle Entrate, del ministero del Lavoro, dell’Interno e dell’Inps. Potranno avvalersi della procedura - prevista dal cosiddetto decreto anticrisi - i datori di lavoro che al 30 giugno 2009 hanno impiegato irregolarmente da almeno 3 mesi lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari. Scatta poi la fase 2: la presentazione della domanda di regolarizzazione, dall’1 al 30 settembre.

La domanda all'Inps Per i lavoratori italiani o comunitari la domanda va presentata all’Inps, mentre per quelli extracomunitari dovrà essere presentata on line attraverso il sito del ministero dell’Interno (www.interno.it). Non ci sono graduatorie a tempo nè quote d’ingresso, quindi le domande presentate il 30 settembre avranno le stesse possibilità di ammissione di quelle presentate l’1 settembre; la compilazione e l’invio del modulo on line sono completamente gratuiti. Potrà essere fatta richiesta per un numero massimo di tre lavoratori (una colf e due badanti). I datori di lavoro delle colf dovranno avere un reddito non inferiore a 20mila euro l’anno nel caso di famiglia composta da un solo soggetto che percepisce reddito o 25mila euro per i nuclei familiari con più soggetti che percepiscono reddito.

La certificazione sanitaria Per le badanti è necessaria una certificazione sanitaria che attesti la non autosufficienza della persona da accudire. Dall’1 ottobre, lo Sportello unico per l’immigrazione riceverà le domande per colf e badanti extracomunitarie. Acquisito il parere della questura su eventuali motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, il datore di lavoro ed il lavoratore saranno convocati per la verifica delle dichiarazioni rese per via informatica nella domanda di emersione, l’acquisizione delle documentazioni reddituali o sanitarie necessarie, la verifica dell’avvenuto versamento del contributo di 500 euro. Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno attraverso la sottoscrizione dell’apposito modello da parte del datore di lavoro e del lavoratore. In Italia, secondo una recente fotografia della categoria scattata dal Censis, per una famiglia su dieci colf e badanti sono ormai indispensabili.

La presenza in Italia Dal 2001 ad oggi il loro numero è aumentato del 37%: in totale sono circa 1 milione e mezzo, di cui il 71,6% è di origine immigrata. Lavorano in media 35 ore alla settimana e guadagnano circa 930 euro netti al mese. Il 35,6% vive stabilmente presso la famiglia per cui lavora, dove si occupa dell’organizzazione della vita quotidiana a 360 gradi: la gran parte (l’82,9%) si dedica alla pulizia della casa, il 54,3% prepara i pasti a pranzo e a cena, il 42,7% si occupa della spesa alimentare per la famiglia, il 49,5% accudisce gli anziani, il 32,4% assiste una persona non autosufficiente, il 28,8% fornisce specifica assistenza medica ad uno o più membri della famiglia.