Dopo Coliandro ecco Crimini Il giallo sbiadito di Raidue

MilanoSalvate l’Ispettore Coliandro. Ora ci si sono messe anche le divise «vere», dalle pagine del gruppo virtuale «Poliziotti per Coliandro» su Facebook, a chiedere che siano girate e vadano in onda le ultime due puntate, per ora sospese, delle avventure del goffo e sconclusionato poliziotto. Sempre dal social network è partito, in questi giorni, il «bombing», l’attacco via mail con cui quasi 37mila fan stanno tentando di intasare per protesta le caselle postali dei vertici Rai. Prima ancora, c’erano stati il raduno bolognese in suo onore e l’idea della raccolta fondi per finanziare gli episodi congelati.
Sboccato e un po’ cafone, poco arguto e a tratti persino fesso, l’ispettore cui Gianpaolo Morelli presta il volto potrebbe aver chiuso questa settimana la sua carriera televisiva. Quella di venerdì su Rai Due è stata, infatti, la seconda e forse ultima puntata della quarta serie firmata da Carlo Lucarelli, con la regia dei fratelli Manetti. Dovevano essere quattro episodi, ma gli ultimi due sono stati sospesi e non si sa né se, né quando, saranno girati e trasmessi. E intanto, le avventure del poliziotto in Ray Ban e Adidas sono pure slittate al venerdì: mentre quelle della scorsa stagione, trasmesse al martedì, superavano i tre milioni di spettatori, la puntata di venerdì 19 si è fermata a due milioni e 300mila e quella di questa settimana a due milioni 600mila.
Secondo Morelli, Rai Due non punta abbastanza sulla serie, perché i trenta-quarantenni cui è rivolta non passano il venerdì sera a casa davanti al piccolo schermo, nemmeno per il «loro» Coliandro. Giorni fa, l’attore napoletano ha rilanciato con l’idea di farne un film, togliendosi il sassolino dalla scarpa: ma se Rai Due tiene all’Ispettore come dice, perché prima dimezza le puntate e poi lo relega in un giorno così poco adatto?
Insomma, una scelta kamikaze. A pensarci bene, sulla rete Rai che più punta sulle fiction gialle, siano esse di produzione italiana o le ultime novità che spopolano in America, il cambio di programmazione pare un copione già letto. Soprattutto a pochi giorni dal ritorno di Crimini 2, la serie firmata da grandi autori di polizieschi italiani, che il 9 aprile debutta (guarda un po’) di venerdì. Quattro anni fa, le polemiche si scatenarono quando la prima stagione traslocò dal mercoledì al venerdì, dicendo addio ad ascolti medi di tre milioni e mezzo di spettatori. Ora, per i nuovi otto film di Crimini 2, firmati da Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio, Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo, Piergiorgio Di Cara, Giorgio Faletti, Carlo Lucarelli e Giampaolo Simi, ambientati ogni volta in altrettante regioni italiane, si è scelto sin dall’inizio il venerdì.
Eppure, Rai Due resta un canale attento alle serie poliziesche (ma non solo, si pensi a Lost o Desperate Housewives). Italiane come le due citate, o americane di maggior successo, come Criminal Minds, Senza traccia, Justice e Ncis. Quest’ultima, tra l’altro, è appena sbarcata sulla rete nella sua settima stagione, in prima visione in Italia a solo sei mesi dal debutto negli Usa: «La prima puntata ha avuto tre milioni centomila spettatori, e Ncis Los Angeles in seconda serata ancor di più, tre milioni trecentomila», dice Giorgio Buscaglia, responsabile fiction e serie di Rai Due. Che continua: «La rete punta sulle serie, tanto da programmare tre o quattro prime serate a settimana. Certo, a causa dei budget ridotti mandiamo in onda ciò che delle fiction italiane è stato già prodotto. Il venerdì per Crimini 2 è stata una scelta obbligata per questioni di concorrenza, sapendo che è un giorno difficile - continua Buscaglia -, ma la rete in generale va bene: due settimane fa gli ascolti di Criminal Minds hanno battuto quelli del Dottor House, mentre Ncis (la domenica) è più seguito di Csi (il venerdì)». Comunque il direttore del canale, Massimo Liofredi, annuncia: «Si tratta di un prodotto perfettamente in linea con Raidue. Proprio per questo motivo ho già chiesto, e risolleciterò, a Rai Fiction e alla direzione della Rai a rivedere la decisione di non destinare più prodotti italiani a Raidue, ma di produrre fiction destinate ai giovani, come appunto L’Ispettore Coliandro».