Collaborare o resistere? L'invasione degli alieni svela l'ambiguità umana

In una terra occupata dal nemico bisogna fare scelte estreme. E nessuno è innocente

Colony è una serie tv di discreto successo negli Usa. Le prime due stagioni, su tre complessive, sono da poco disponibili su Netflix. All'apparenza siamo soltanto nella fantascienza distopica: la Terra è invasa da misteriosi alieni (non si vedono mai) che hanno spazzato via una buona parte del mondo, lasciando in vita alcune colonie, separate l'una dalle altre da mura invalicabili. Gli alieni governano le colonie attraverso i collaborazionisti umani, intruppati in una amministrazione fortemente piramidale, corrotta e spietata, nota come Occupazione. L'ordine pubblico è garantito dall'esercito umano, agli ordini dei collaborazionisti. Se gli spietati berretti rossi non bastano, arrivano i droni extraterrestri che fanno esplodere i nemici come fossero palloncini gonfiati. Se la cosa si protrae, scatta l'opzione Seattle: la colonia viene rasa al suolo. Mentre si diffonde una religione di Stato, in cui si adorano gli invasori, parte della popolazione viene inviata alla Fabbrica. Un luogo, forse sulla Luna, in cui si conducono misteriosi esperimenti e lavori che fanno sputare letteralmente sangue. Nessuno è mai tornato dalla Fabbrica.

Nella colonia di Los Angeles, la famiglia Bowman si trova presto divisa. Will, il padre, ex soldato d'élite, si arruola nell'Occupazione per cercare uno dei suoi tre figli, rimasto al di là del muro. Katie, la moglie, entra nella Resistenza. Will se ne accorge e comincia una partita a scacchi: marito e moglie si scambiano informazioni, per influenzare le scelte del nemico. La partita è difficile: Katie e Will si amano e devono stare attenti a non superare il limite oltre il quale il coniuge rischia di finire alla Fabbrica.

La prima, strepitosa stagione svela il suo fascino un po' alla volta e conquista quando si capisce quale sia il vero argomento. È difficile trovare una rappresentazione soddisfacente del collaborazionismo in salsa ultra pop. Colony ci riesce alla perfezione. Non tutti i collaborazionisti sono canaglie, ci sono anche idealisti convinti di salvare, in quel modo, molte vite umane. Ci sono opportunisti ma non tutti cercano soldi o potere. Will, ad esempio, cerca suo figlio... Anche la Resistenza è ritratta in tutte le sue sfumature. Ci sono folli che uccidono innocenti per scatenare una reazione violenta e fare proseliti. Ci sono idealisti che lottano per la libertà. C'è gente che vuole solo sentire l'odore del sangue, e in questo è uguale ai peggiori ceffi al servizio degli invasori. Nessuno è interamente cattivo o interamente buono. Le circostanze possono imporre scelte difficili o azioni dolorose ma necessarie affinché non accada di peggio.

L'elemento predominante nelle relazioni umane, in una terra occupata, è il tradimento. I collaborazionisti sono traditori. Ma anche all'interno della Resistenza le varie cellule, in competizione tra loro, vendono le altre cellule all'Occupazione. I politici si tradiscono a ripetizione, chi non capisce subito che il vento sta per cambiare direzione si condanna a morte. Will è un traditore collaborazionista ma non esita a tradire l'Occupazione per salvare la famiglia. Katie tradisce il marito ed entra nella Resistenza. Anche lei però non esita a tradire i compagni di cellula in nome della famiglia. Oltre al tradimento, c'è il compromesso. I personaggi più odiosi si rivelano meno ottusi degli idealisti perché, per interesse personale o per evitare massacri, cercano il compromesso. In Colony nessuno può avere tutto quello che vuole, tranne, forse gli alieni. Questi ultimi sembrano assistere al gioco delle parti tra umani, riservandosi di mettere fine allo spettacolo con la «Opzione Seattle». Ma inoltrandosi nella seconda serie viene il sospetto che il tradimento sia una regola universale.

Lo show finisce con una terza serie per ora non disponibile. Dopo i buoni ascolti della prima e della seconda serie, la terza non ha convinto i telespettatori statunitensi. Colony è stata quindi soppressa. Forse non sapremo mai cosa nascondesse la Fabbrica e che aspetto avessero gli alieni. In ogni caso, la prima serie è imperdibile per gli appassionati di storia e non solo. Strano da dirsi, per una serie tv di fantascienza.