Un college di Cambridge permette ai maschi di indossare la gonna

Dopo una campagna da parte di alcuni studenti transgender un'istituzione della storica università inglese cambia le regole di abbigliamento nelle occasioni formali e toglie le distinzioni di sesso

Rivoluzione "gender" in un college di Cambridge, in Gran Bretagna. Le studentesse potranno indossare i pantaloni nelle occasioni ufficiali, ma soprattutto gli studenti sono autorizzati a indossare la gonna. La novità nelle regole dell'ex rigido dess code è pensata per andare incontro alle esigenze degli studenti transgender. Lo scrive il Daily Telegraph.

Il St Catharine's, uno dei college più antichi di Cambridge - è stato fondato nel 1473 - è il primo ad annunciare questo cambiamento senza precedenti dopo una campagna degli studenti trans. A uomini e donne sarà permesso di vestirsi liberamente con gonne o pantaloni, al di là delle distinzione di sesso, nelle cene formali che si tengono all'università. Spariscono così le tassative differenze nell'abbigliamento, rompendo una tradizione antica di secoli. Finora il dress code era chiaro: agli uomini erano imposti giacca, cravatta e pantaloni eleganti mentre alle donne la gonna o un abito. Adesso si fa riferimento a un generico "abbigliamento elegante".

Lontano dall'essere un'imposizione, come avveniva in passato per le distinzioni nel vestiario, la nuova regola è più un invito agli studenti ad assecondare la propria identità di genere. Il quotidiano inglese riporta una nota del college: "I membri e i loro ospiti devono indossare un abito elegante. 'Abito elegante' è inteso senza riferimenti a considerazioni di identità o espressione di genere. Questo significa un vestito (o pantaloni e giacca), una camicia e una cravatta e scarpe (non scarpe da ginnastica o sandali) o un abito formale equivalente. Lo staff non ammetterà chi vuole accedere alla Formal Hall vestito in modo inadeguato".

L'annuncio è stato accolto con favore dagli studenti. Charlie Northrop, americano di 25 anni che nel Regno Unito frequenta un corso di studi classici post laurea e che ha partecipato alla campagna per le nuove regole dice al Telegraph: "È fantastico che siano passate. Avevamo molte speranze ed è importante essere arrivato a un cambiamento". Charlie si augura ora che altri college della storica università di Cambridge facciano lo stesso.

Commenti

Beaufou

Lun, 06/07/2015 - 15:56

Benvenuti al Gran Carnevale di Cambridge. Ahahah.

java

Lun, 06/07/2015 - 16:07

Per certa gente che va all'universita' studiare e' un'attivita' marginale e in fondo alla lista delle cose da fare, prima viene l'attivismo politico, poi vengono gli incontri sessuali e dopo mille altre cose, lo studio. Questa sarebbe la nuova classe dirigente? Quando 'questi' andranno a lavorare la prima cosa sara' l'attivismo politico, poi tutte le piu' immani idiozie che uno puo' pensare, e solo in ultimo gli verra' in mente, se c'e' tempo di LAVORARE. Ma vale la pena prostrarsi per gente cosi?

linoalo1

Lun, 06/07/2015 - 16:22

Basterebbe non dare rilevanza alla notizia,perchè,sicuramente,il tutto si sgonfierà da solo!!!Se,invece,se ne continuerà a parlare,solo per il gusto di apparire,molti Ignorantoni,anche se si vergognano,e,solo per trasgredire ed andare Contro Corrente,a malincuore,si metteranno la gonna!!!

Ritratto di federalhst

federalhst

Lun, 06/07/2015 - 16:32

Gran gran gran chissefrega.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Lun, 06/07/2015 - 16:35

Visto che l'ambiguità è norma se uno va vestito da IT non avranno nulla da eccepire.

jeanlage

Lun, 06/07/2015 - 17:07

Che schifo! Cambdridge, la capitale della Cul-Tura

FRANZJOSEFF

Lun, 06/07/2015 - 17:16

CON TUTTE LE SECCATURE CHE HO SE MI PASSANO ACCANTO NON ME NE ACCORGO. ORA CI SARANNO PERSONE CHE SI SOSTITUIRANNO AGLI ESAMI BASTA CHE HANNO UN PO' DI FISICO UGUALE. E' UNA IDEA CHE MOLTI LAUREANDI ITALICI SI SONO FATTI FREGARE QUESTA OPPORTUNITA'.

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Lun, 06/07/2015 - 17:32

Sapere che gli inglesi sono più imbecilli di noi può essere consolatorio. Quello che mi preoccupa è che da noi si sta discutendo di riforma della scuola: vogliamo scommettere che qualcuno proporrà di inserire una norma del genere?