«Ma le colpe sono dei professori»

«La realtà potrebbe anche essere peggiore dei numeri». Francesco Sabatini, professore di Letteratura italiana, primo presidente non toscano dell’Accademia della Crusca (oggi conserva la carica onoraria), linguista autore del Dizionario di italiano insieme a Vittorio Coletti, è convinto che i ragazzi abbiano perso sempre di più la capacità di leggere: «Che non è solo interpretare una parola dopo l’altra: è riflettere, analizzare, interiorizzare un testo».
Si aspettava dati così negativi?
«È constatazione molto amara. Perdere la capacità di lettura è grave e preoccupante. Ma da tempo c’erano segnali pessimi».
Alcuni paesi dell’Est Europa migliorano. Come mai?
«Negli ultimi anni hanno accelerato la ripresa e uno dei fattori è proprio la formazione: loro evidentemente la curano davvero. I paesi neolatini come Francia, Spagna e Italia soffrono di un male comune, e indietreggiano».
Che cosa significa?
«Bisogna capire innanzitutto che cosa sia la capacità di lettura. Non è soltanto ricevere informazioni o conoscenze rapide: la lettura educa alla riflessione, all’interiorizzazione e all’analisi delle conoscenze e di sé. In questo senso, credo che la realtà sia peggiore dei numeri. Il problema è la scuola, che deve puntare a questa funzione specifica».
Come?
«La pagina scritta è indispensabile. L’analisi del testo è fondamentale: lavorare intensamente, soffermarsi su una pagina abitua alla riflessione e a sviluppare la capacità di leggere e interpretare. Così nasce l’interesse per la lettura».
L’Italia è sotto la media europea. Com’è possibile che così tanti ragazzi a 15 anni non sappiano leggere?
«Molti confondono la lettura veloce con quella della pagina scritta. O pensano che non serva: si accontentano di leggere i cartelli stradali e i manifesti. Poi c’è il problema del testo che hai di fronte: a volte i libri proposti a scuola sono scritti male, non sono adatti. E qui si apre il capitolo fondamentale: la cura della lingua, vera lacuna nella formazione dei docenti».
È colpa dei prof se i ragazzi non sanno leggere?
«L’iter della scuola dev’essere mirato proprio a sviluppare la capacità di lettura, di tutti i tipi di testo: letterario, storico, scientifico, giuridico. Ma molti insegnanti sono carenti sul piano dell’abilità linguistica. E senza attenzione alla lingua, sia scritta sia orale, non educhi e non comunichi».
Il rimedio?
«Serve una preparazione specifica dei docenti sulla cura del mezzo linguistico. Altrimenti gli studenti erediteranno le stesse carenze dei prof».