Il colpo di sole del governo ombra: Walter vara la manovra che non c’è

Alle prese con l’assalto alla sua dirigenza, il segretario annuncia che
lo <em>shadow cabinet</em> del partito farà un piano per l’economia

Già si faceva fatica a capire cosa fosse il governo ombra. Così a naso, una cosa a metà tra il risiko, le previsioni di Giuliacci e una seduta spiritica. Magari apri il giornale e leggi: «Il ministro ombra dell’economia dice la sua sulle tasse», e lì per lì non sai come rubricarlo. Ministro ombra nel senso che lavora solo di notte, come Dracula? Fai il bravo altrimenti chiamo l’Uomo Nero e il Ministro Ombra? Sì, mi pare di averlo già letto, quel fumetto: «Sconfitti Goblin, Venom e il dottor Octopus, l’Uomo Ragno affronta il terribile Ministro Ombra». Sai, ho visto in tv una mirabile dichiarazione del sottosegretario ombra: che faccio, chiamo l’oculista, il mago Otelma o il cardinal Milingo?
Ebbene, oggi ci siamo vieppiù adombrati nel leggere che il premier ombra, vincitore indiscusso delle elezioni ombra, nel bel mezzo del gabinetto ombra, ha dichiarato che adesso presenterà agli italiani un «piano anticrisi ombra». Ora aspettiamo con ansia che qualcuno faccia luce: ci immaginiamo come minimo una seduta parlamentare ombra, in cui tutti i partiti ombra approvino una legge ombra che verrà poi promulgata dai Ghostbusters. Ma dico: il «piano ombra»? Cos’è, un’operazione top secret della Cia? La nuova iniziativa dell'Associazione Bagnini Italiani? La prossima estate, via al «piano ombra: più ombrelloni per tutti»?
Ora: vogliamo sperare si sia trattato di un colpo di sole. Perché sai, abituarsi al governo ombra - cioè quello di chi non ha un posto al sole - è stata obiettivamente dura, ma se non altro potevamo aggrapparci ai ricordi infantili: la casa finta sull’albero, la macchina finta che va a pedali, il forno finto che fa pizzette finte, l’amico immaginario di tuo fratello minore, i soldi finti del monopoli. Insomma c’erano dei precedenti occulti: ma la manovra economica finta no. Questa ci mancava. Neanche Occhetto, che ha importato dall’Inghilterra lo shadow cabinet di marchio anglosassone, s’era mai sognato tanto. Neanche Vittorio Emanuele di Savoia (l’ultimo), che pure in passato aveva carezzato l’idea. E stupisce che a Walter non gli sia venuta l’ombra di un sospetto: sai, magari esagero, questa è troppo grossa anche per noi, che dici? Voglio dire: già il fatto di nominare 21 - e dico 21 - ministri ombra, distribuendo sapientemente altrettante poltrone ombra, sapeva un po’ di magna magna: piove, governo ombra. Ma insomma: il segretario avrebbe potuto chieder consiglio a Parisi, per il quale il governo ombra è «semplicemente fallimentare». Avrebbe potuto citofonare a Visco, per il quale il governo ombra «è inutile, non funziona». Figuriamoci la riforma ombra: al massimo nel Pd si spaccano anche su quella. Così avremo il primo governo della Repubblica caduto sulla sua ombra.
Che poi, pensandoci un attimo: come può morire un fantasma? Un cartone animato che esiste solo nella mente di Veltroni? No perché, per quanto ne sappiamo, il governo ombra può aver giurato nelle mani di Nembo Kid, alla presenza di Diabolik sotto l’alto patronato di Fonzie. E resta quello che è: un gioco di società, un maquillage partitico finito male, un fondo tinta per chi ha toccato il fondo. Più che un governo ombra, un governo ombretto. Come diceva Andreotti da premier: «A me non dispiace ci sia un governo ombra, l’importante è che resti ombra». E su questo, allo stato delle cose, non ci sono motivi di preoccupazione. Senz’ombra di dubbio.