Il commento Formigoni punito da regole stupide

Otto anni fa ebbi modo di ricordare che la direttiva europea che prevede un valore limite di 0,05 milligrammi/metrocubo giornalieri da non superare più di 35 volte l'anno non sarebbe stata rispettata in quasi tutte le realtà urbane della pianura padana: gli standard sono stati pensati dalle lobby nord-europee per le loro città generalmente ventose. Ma la cosa essenziale è che quegli standard sono stupidi.
Naturalmente la stupidità non è prerogativa europea: anche in America, per esempio, il limite da non superare è inutilmente severo, ma almeno è di 0,15 mg/mc, un valore che, ad esempio, non avrebbe dato alcuna noia al Presidente Formigoni, visto che nella sua regione la media giornaliera si mantiene, anche in inverno, ben al di sotto dei 0,10 mg/mc (d’estate si mantiene al di sotto anche di 0,02 mg/mc).
Intendiamoci: elevate concentrazioni di agenti inquinanti sono dannose, e anche fatali, ma la parola chiave in questa frase è «elevate». In occasione del tragico episodio di inquinamento atmosferico che colpì Londra nel dicembre del 1952, le concentrazioni di particolato furono superiori ai 5 mg/mc, con, in concomitanza, concentrazioni di SO2 oltre 10 volte superiori agli standard oggi ammessi. Ma fu, quello, un episodio in cui concorsero, assieme all’uso intenso del carbone per il riscaldamento domestico, anche una eccezionale, quasi unica, circostanza meteorologica. Se gli standard europei fossero 10 volte superiori agli attuali, nessuno correrebbe il rischio di essere processato, com’è giusto che sia visto che, anche se le reali concentrazioni raggiungessero questi aumentati standard, le conseguenze per la salute non sarebbero neanche misurabili.
V’è la generale convinzione che alcuni agenti siano tossici, punto e basta, e andrebbero eliminati, mentre altri sono sicuri. Un manicheismo, questo, che induce ad adottare misure che, prefiggendosi lo scopo di eliminare minuscoli rischi, possono essere estremamente costose, col risultato di stornare risorse pubbliche da reali emergenze. L’errore tipico che si commette nel predisporle è la conseguenza di un uso creativo della statistica, secondo cui si assume che se un qualche agente nocivo conduce alla morte l’individuo che vi si espone al dosaggio, poniamo, 1.000, allora, di 1 milione di individui tutti esposti al dosaggio 0,001, uno certamente deve morire. Questo ragionamento, poi, comporta addirittura aumentati danni ove a basse dosi l’agente avesse effetti benefici. Si chiama effetto ormetico, è più la norma che l’eccezione, ed è stato rilevato anche da parte di sostanze, per così dire, insospettabili, diossina inclusa: l’esposizione a piccole quantità di molte sostanze che sono tossiche ad alte dosi può essere importante per indurre e mantenere le proprie difese.
Tornando al Pm10, i limiti della legge europea non hanno alcuna base né logica né scientifica. Rimanere entro quei limiti è probabilmente dannoso e sicuramente impossibile, nel senso che non si può programmare di rimanervi dentro. Bloccare o dimezzare il traffico periodicamente, come fanno alcuni amministratori, non ha alcun effetto: non sull’inquinamento e men che meno sulla salute, come una ormai abbondante mole di dati ha dimostrato. Semmai servirebbe a costoro solo per poter dimostrare di «aver fatto qualcosa» e per premunirsi da noie legali (nel linguaggio corrente si usa un’altra, più colorita, espressione). Da quel che sembra capire, il presidente Formigoni non ha saputo essere sufficientemente «furbo»: sono certo che molti elettori lo considereranno un merito.