Il commento I trans? Altro che donne, sono uomini che si prostituiscono

Una volta c’era Eva Robin’s, transessuale dal corpo armonico e delicato di ragazza, androgino, longilineo, pelle liscia, lunghi capelli, seno e gambe tornite, broncio pronunciato e sguardo malizioso, ma si trattava di un risultato farmaceutico spettacolare dal punto di vista scientifico, prodotto dal sapiente mix di ormoni femminili assunti da un uomo, alla nascita chiamato Roberto, che producevano una coabitazione in quel corpo di organi sessuali maschili e femminili in un’irresistibile armonia che ne fece all’epoca un famoso fenomeno.
Oggi abbiamo le Natalie, le Michelle, le Barbara, sudamericani maschi travestiti da femmine, in corpi massicci con seni e natiche gigantesche, sproporzionati esiti di interventi di chirurgia plastica e di errati e sballati dosaggi di estrogeni, che producono grottesche caricature di transessuali, esasperate da una volgare isteria, dal persistere in quei fisici di voci, di muscoli e di aggressività maschile, che si chiamano tra di loro con nomi di donna e si parlano al femminile, mentre si prostituiscono infilati in stivali di vernice taglia 44/45 e tacco 12.
La madre del tristemente famoso Brenda ha chiesto di riavere il corpo del «figlio»... lei ha partorito un maschio e per lei sarà sempre tale. I transgender, i transessuali, i viados, i travestiti, sono comunque degli uomini che si atteggiano a donne, che si sentono psicologicamente femmine, che cercano di diventarlo con terapie e chirurgie varie, ma sono nati maschi, hanno precisi geni e cromosomi maschili nel loro corredo, hanno testicoli e pene, hanno prostata e vescicole seminali.
I transgender che arrivano alla chirurgia degli organi sessuali sono pochi, poiché sanno che avranno fattezze esterne solo simili ai genitali desiderati. Molte sono oggi le cosiddette varianti sessuali denunciate e sbandierate, ma i sessi in natura sono sempre stati e rimangono due, mentre gli altri sono soprattutto varianti di natura psicologica, senza una base genetica o scientifica. Solo gli ermafroditi veri possono «vantare» dalla nascita un cromosoma sessuale alterato, un’anomalia che produce la disarmonica coesistenza nello stesso individuo di organi ed ormoni sessuali dei due sessi, e difficilmente trattabile sia terapeuticamente che chirurgicamente. Inoltre gli ermafroditi veri non si mettono in mostra, non si prostituiscono, poiché sono consci della propria patologia.
I transessuali, i travestiti, i viados, sono invece uomini che si prostituiscono, per denaro, in genere con gli uomini, e spesso non sono nemmeno omosessuali. I loro clienti invece, spesso sono degli omosessuali latenti, che negano a loro stessi di esserlo, che hanno ancora una sessualità incerta, e si convincono di aver bisogno di emozioni forti, che non provano con le donne, ma che ricercano in persone acconciate da iper femmine, che però hanno genitali maschili con un ruolo attivo nei rapporti sessuali consumati.
I frequentatori dei trans, infatti, non vanno mai con gli omosessuali dichiarati, perché rifiutano l'idea di esserlo o di poterlo divenire loro stessi, considerano la loro una trasgressione forte di pura sessualità, maschia. I clienti dei trans si rifugiano nel rapporto breve e fugace, anche se spesso ripetuto con frequenza nel tempo, proprio perché non ammettono la propria indole omosessuale. Il loro ruolo nel rapporto sessuale è spesso passivo e spesso viene aiutato da alcool e stupefacenti. Sono rari i casi di uomini non omosessuali che frequentano i trans per capire cosa più gli piace.
Le donne non vanno con i trans. Le donne che riconoscono la propria omosessualità scelgono le loro simili, senza remore e senza paure. Molti uomini, invece, ad un certo punto della loro vita sono trascinati da un impulso compulsivo: il rapporto trasgressivo con una «donna munita di genitali maschili attivi». Naturalmente non ne parlano, ed apparentemente questi uomini possiedono una cosiddetta stabilità affettiva familiare. In Italia abbiamo avuto un trans dichiarato eletto in Parlamento, abbiamo in queste settimane un transgender infilato in un famoso reality, abbiamo un noto transessuale opinionista onnipresente in tv, e siamo invasi, causa la recente cronaca, da transessuali in tutte le trasmissioni televisive e su tutti i quotidiani nazionali. Oggi è diventato «normale» accettare e riconoscere come «normale» quello che normale non è. I transessuali venivano chiamati pervertiti, invertiti, femminielli od ermafroditi, o peggio malati. Oggi siamo pieni di neologismi che non esistono né sui vocabolari né sui trattati scientifici (vedi transgender) ma dei quali parliamo con naturalezza e con competenza. Quello che dovrebbe colpire, invece, è l'aumentata fragilità del maschio, le sue debolezze dichiarate, la sua ricerca di certezze e di affettività, sempre di più esercitata alla larga dalle donne, quelle stesse donne che comunque continuano a partorirli.
*medico, deputato Pdl