Una completa riabilitazione cardiologica

A febbraio di quest'anno è stato inaugurato il Centro territoriale di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare, un ambulatorio dotato di sofisticate apparecchiature per la valutazione della capacità fisica dei pazienti, una palestra attrezzata con 12 cyclette ed una sala riunioni per gli incontri di educazione sanitaria: queste, in breve, le caratteristiche del centro di Fiumara, primo centro ligure interamente dedicato alla riabilitazione cardiovascolare ambulatoriale.
«Il compito di questa nuova struttura è duplice - spiega il dottor Piero Clavario, responsabile del centro - da un lato ci occupiamo di valutare nelle persone sane il rischio di avere problemi di cuore in futuro e suggeriamo loro programmi di intervento per ridurre il profilo di rischio, dall'altro prendiamo in carico pazienti che hanno già avuto problemi di cuore e che desiderano da un lato ritornare al meglio del proprio stato di forma e dall'altro ridurre al massimo il rischio del ripetersi di nuovi eventi cardiovascolari». Le strategie messe in atto dagli specialisti del centro per raggiungere questi scopi sono modulate sulle peculiarità del singolo paziente e sugli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. Partendo da una valutazione individuale, finalizzata a scoprire i fattori di rischio che possono essere modificati, in particolare quelli connessi con lo stile di vita, il fumo, la sedentarietà ed il sovrappeso, vengono quindi individuati i programmi di intervento più adatti per ciascun caso, dal programma per smettere di fumare a quello per imparare ad allenarsi in modo corretto.
Il Centro della Fiumara rappresenta il primo esempio a livello ligure di struttura territoriale dedicata alle cure riabilitative cardiologiche. Come conferma il dottor Stefano Domenicucci, Direttore del dipartimento di Cardiologia della Asl 3 Genovese: «Con l'apertura di questo centro si completa l'offerta di trattamento proposta dal Dipartimento di Cardiologia della Asl 3 Genovese: fino ad oggi infatti i programmi riabilitativi erano solo degenziali ed escludevano quindi un numero significativo di cardiopatici che, pur avendo necessità di essere trattati, non presentavano una complessità tale da giustificare un loro ricovero in ospedale».