Il Comune pianterà piante anti-allergie

(...) particolare alle tipologie di alberi che vengono scelte, evitando quelle che sono maggiormente «portatrici» di allergie.
«Se prima c'era solo una questione di estetica alla base della valutazione delle piante - spiega Murolo, An -, oggi deve essere tenuta in considerazione anche la parte legata alla sanità pubblica».
Si chiama pollinosi, ed è la più classica delle allergie. Si presenta con cadenza stagionale, durante il periodo, appunto, della pollinazione. In Italia coinvolge circa il 10 per cento della popolazione, con un'incidenza in rapida crescita, specie nei bambini e nei giovani. Chi vive in città, risente di più del fenomeno, a causa dell'inquinamento atmosferico: interagendo con i granuli pollinici, infatti, può provocare l'infiammazione delle vie respiratorie e facilitare la penetrazione degli allergeni, scatenando così l'infiammazione allergica. Che, in parole povere, significa occhi gonfi, naso gocciolante e fazzoletti a portata di mano.
«Esiste già una lista dell'Istituto superiore di prevenzione e sicurezza sul lavoro - dice Enrico Musso, Gruppo misto -, che divide le specie vegetali tra quelle completamente prive di effetti nocivi e quelle pericolose per la salute».
Non solo: esiste anche un vademecum, «Guida al verde sicuro senza rischio di allergie», che comprende 81 piante e alberi ornamentali definite «sicure», che la Siaic, Società italiana Allergologia e Immunologia clinica, ha distribuito a suo tempo ai sindaci dei maggiori capoluoghi di provincia e agli assessorati al verde delle regioni italiane.
«Non stiamo parlando di sostituire il verde urbano già esistente - precisa Giuseppe Murolo -, ma di osservare regole precise per tutti i nuovi impianti». E per la pulizia: la concentrazione dei pollini, infatti, potrebbe essere ridotta con una corretta manutenzione del verde pubblico, rendendo le aree di maggior concentrazione più sane dal punto di vista allergenico. E, chiaramente, più igieniche.
L'assessore del comune di Genova competente, Roberta Morgano, ha accolto con entusiasmo il suggerimento, assicurando una maggiore cura per un verde pubblico «allergy - free». In questo senso, il Comune si è impegnato anche a creare delle aree ad hoc indicate da appositi cartelli informativi. Addio quindi a tassi e oleandri, urticanti e velenosi. Addio a cipressi, betulle, noccioli e ontani, ad elevato contenuto allergenico, così come alle graminacee, urticacee e alla parietaria. Verde sì, ma con attenzione.