Il Comune tace sulla scadenza della Tarsu

Luigi Liccardo, assessore al Bilancio, preferisce evitare commenti e non fornisce risposte

(...) dell’incredibile. Serpentoni umani si snodano tra quel cemento. Tutti in piedi sotto il sole o sotto la pioggia col bollettino fra le mani a mugugnare. I giovani si lamentano della mattinata persa in ufficio, i vecchi invece non sopportano di stare ore in piedi con un forte male alle gambe.
Chissà come s’infurierebbero se sapessero che non è obbligatorio pagare così velocemente. L’assessore al Bilancio del Comune di Genova Luigi Liccardo a tal proposito, già nel 2004 disse: «Il cittadino deve anche considerare che io, come Amministrazione, pago l’Amiu già da febbraio a rate semestrali, senza aver incassato nulla. I contribuenti se non rispettassero i tempi darebbero un danno molto grave al Comune soltanto per il gusto di pagare in ritardo. Ciò potrebbe comportare un’altra decisione da parte del Comune che smetterebbe con l'avviso bonario e passerebbe direttamente ai ruoli».
Se le casse comunali sono in rosso, non si può però pretendere, che i cittadini, che a fatica arrivano a fine mese, paghino in fretta e furia. Quest’anno alla medesima domanda, l’assessore ha preferito glissare dicendo che si tratta di una questione troppo delicata e al suo posto ha parlato il direttore del servizio tributi del Comune, Ezio Dina. «Per quel che riguarda il termine dei pagamenti - spiega -, è chiaro che la distribuzione di 350.000 avvisi sulla città può avere anche dei momenti di ritardo. Invito i cittadini a essere del tutto tranquilli, nel senso che comunque la data di scadenza scritta sull’avviso è una data di riferimento. Ci sono quindici giorni dal momento in cui si riceve il bollettino, ma non essendoci una data precisa di ricevimento, da parte nostra c’è un’ampia tolleranza, nel senso che il controllo dei non pagati verrà fatto nell’arco di circa un mese abbondante dopo il termine della consegna da parte delle poste».
Alla fine, sembrerebbe che il Comune sia talmente tollerante da «offrire» la possibilità di pagare anche un po’ dopo, chiudendo un occhio. Dovrebbe chiuderne sei però, tanti quanti i mesi che sono a disposizione del cittadino prima di pagare la Tarsu. C’è anche chi è più fortunato e la tassa sui rifiuti proprio non la paga.
«I nomadi e gli extracomunitari clandestini non pagano - tuona Edoardo Rixi, consigliere della Lega Nord in Comune -. Purtroppo come in tutte le cose, chi dichiara paga le tasse, poi viene addirittura tassato due volte con la Tarsu, un’imposta che ha creato delle discriminazioni all’interno della stessa città ed è stata approvata con una delibera che ci ha lasciato molto perplessi».
I nomadi quindi non pagano la Tarsu pur accumulando spazzatura su spazzatura che abbandonano ovunque, basti pensare a piazzale Kennedy che dopo il loro passaggio si trasforma in un immenso immondezzaio. «Essendo nomadi per definizione - aggiunge l’assessore Luigi Liccardo - oggi ci sono e domani no, così a chi lo mandiamo l’avviso di pagamento?».
Il direttore del servizio tributi del Comune, Dina, dice che quello dei nomadi è un problema complesso che meriterebbe un minimo di approfondimento. «Tutto ciò - aggiunge -, va visto nel quadro più dell’assistenza sociale che non del tributo puro e semplice».
Anche gli anziani che stanno in coda davanti agli sportelli della Gest Line per ore e ore dovrebbero essere assistiti, ma il Comune continua a seguire ciecamente il detto «orecchio non sente, orecchio non duole».
Tuttavia non è detto che tale metodo possa durare in eterno. Infatti sempre più spesso l’opposizione in consiglio comunale porta all’attenzione generale il problema degli zingari, e cioè i problemi sociali che i rom determinano sia a livello pubblico (occupazione del suolo comunale con tutto quello che ne concerne), sia i riflessi nel privato con i continui furti a danno dei cittadini.

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