«Il Comune vuole uccidere la scuola media Gramsci»

«Vogliono uccidere la Gramsci!». L'urlo di dolore arriva da insegnanti e genitori degli alunni della scuola secondaria di primo grado di Sestri Ponente contro il Comune. Oltre alla presidenza e alla segreteria, proprio in questi giorni il Comune ha aperto il cantiere per la realizzazione degli uffici dell'economato per la mensa scolastica. In questo modo lo spazio per la creazione delle classi viene completamente cancellato da un colpo di piccone. Appena separata dalla sua gemella, la media Volta, la Gramsci è andata a fare coppia dall'inizio di questo anno scolastico con la elementare Foglietta, dando così vita all'istituto comprensivo di Sestri Est. «Peccato - spiegano i professori - che abbiano già sbagliato a fare questo accorpamento perché l'utenza della Foglietta non viene da noi. Si trova esattamente dalla parte opposta del quartiere e quindi i bimbi si spostano verso le media di Multedo e non attraversano la delegazione per raggiungere il nostro istituto».
Così l'idea era stata quella di portare gli uffici della presidenza e della segreteria dalla scuola di via Ursone di Sestri a quella di via Boeddu, traslocando alcune classi della Gramsci all'interno della Foglietta e cercando di aumentare i corsi della scuola media. Dalla elementare, infatti dovrebbero uscire ben cinque quinte. Tanta manna per le iscrizioni future della media. Attualmente, invece, la primaria Tommaseo, che si trova all'interno del plesso della Gramsci, ha solo una sezione. «E con una sola classe - sottolineano i docenti - la media non può sopravvivere. Si perdono classi, corsi e quindi posti per gli insegnanti. Devono assolutamente aiutarci a tenere in vita questa scuola!» Invece di dare una mano ai professori il Comune ha dato loro una ulteriore mazzata. Da lunedì hanno aperto un cantiere per la realizzazione di ben due uffici dell'economato.
«Dall'oggi al domani - dicono gli insegnanti - ci hanno sbaraccato segreteria e presidenza e noi siamo rimasti completamente isolati, addirittura senza telefono. Cosicché, se dovesse succedere qualcosa ai nostri alunni, non possiamo nemmeno chiamare i genitori se non con i nostri cellulari»: «È una vergogna!». Ma il dito è puntato soprattutto contro i due uffici che verranno ad usurpare alcune classi. «Uno sarà aperto la pubblico - tuonano dal corpo docente - ma come si può pensare di mettere un servizio così dove ci sono dei ragazzi? In questo modo può entrare nella scuola chiunque, con la scusa che tanto deve andare in quell'ufficio. Noi ci impegniamo con i bidelli a far sorveglianza, e da Tursi ci faranno tenere le porte aperte per tutta la giornata scolastica, in barba alla sicurezza dei ragazzi». «Senza pensare - concludono - dell'aggravio di traffico e auto che ci sarà nel nostro cortile che noi preserviamo per i nostri alunni». Una manovra che porterà insegnanti e genitori sotto gli uffici di via Garibaldi.