Da Conan a Karate Kid, il cinema si salva con i remake anni '80

Hollywood si rilancia sulla Croisette
anche con Robocop e Terminator

Qua non si butta via niente, tanto più che la crisi dura e veicolare nuove idee, nuovi film, nuove promozioni, spendendo soldi che non ci sono, è fatica di Sisifo. La pensano così i boss degli studi hollywoodiani, che da Cannes rilanciano e annunciano una valanga di remake, dall'anno prossimo in abbattimento sui grandi schermi del mondo. Stavolta il mercatino dell'usato, aperto già da un po', con lo stock tv anni Settanta (Starsky & Hutch, le Charlie's angels in testa), sfruttato da adulti nostalgici e giovani vogliosi di vintage (che dire di Star Trek, ora in sala?), apre nel garage degli anni Ottanta, pieno zeppo di titoli sicuri.

Non c'è bisogno di convincere il produttore con Fame-Saranno famosi, il musical di Alan Parker (era il 1980: 6 Oscar e un'indelebile colonna sonora), che in tv ha rianimato una lunga serie di culto e che la Mgm manderà sul mercato americano il 25 settembre, a scuole riaperte (da noi il film uscirà il 30 ottobre, distribuito da Lucky Red: sul sito www.generationfame.com già godibili gli energetici balletti). A dirigere le nuove avventure degli artisti della selettiva High School of performing Art di New York, dove si suda per la prima fila, ecco Kevin Tancharoen, dinamico regista legato alla discografia (suoi i video delle popstar Britney Spears e Christina Aguilera), qui al suo cinedebutto e autore delle coreografie. Unica sopravvissuta del primo cast è Debbie Allen, ventinove anni fa debuttante e qui preside attempata della scuola per numeri uno.

Chiaro che gli effetti speciali di cui il cinema attualmente gode, vengono spesi a piene mani e questo è un altro punto a favore della «rifacciomania», oscillante tra i poli del risparmio (al massimo, per diritti e franchise tocca vedersela con qualche vedova o figlio avidi) e della sicurezza (un film che ha già penetrato il mercato, come «concetto», non va ripompato). Senza contare che, intorno al pezzo di modernariato doc, rutila un mondo di merci: patatine, magliette, pupazzi, videogiochi, bambole e robot, pronti a rimettersi in moto contro la recessione.

E veniamo a Robocop, che Paul Verhoeven nel 1987 dedicò ai fan dell'eroe metallico e che la Mgm rinnova in chiave più violenta (sicuro il divieto ai minori di 17 anni), affidandolo a Darren Aronofsky e a un'aggressiva campagna marketing («Vivi o morti, verrete con noi») per coinvolgere i produttori di giocattoli giapponesi. Si punta sul brand, insomma, per rilanciare non solo il cinema, industria di prototipi, ma anche altre aree collegate alla pupazzeria.

Intanto, il 5 giugno la Sony distribuirà Terminator Salvation, diretto da McG e con l'arrivo di una star del calibro di Christian Bale sarà svolta per la saga, resa celebre dall'attuale governatore della California, Arnold Schwarzenegger (a proposito: si farà il remake anche di Conan, ma senza di lui), neanche scomodato dal suo villone tra le palme: si è scannerizzato un calco del suo corpo, risalente al 1984 (regia di James Cameron) e festa finita. Stavolta il protagonista Connor, che alla prima uscita totalizzò al botteghino mondiale oltre un miliardo di dollari, combatte il centro di ricerca Skynet, nel postapocalittico 2018. Allertati Facebook e YouTube, mondi virtuali per chi, negli anni Ottanta metteva i dentini, o giocava con i Transformers, i robot trasformabili dal 28 giugno rievocati da Transformers - la vendetta del caduto, film della Universal, con Shia LaBoeuf in lotta contro i Decepticon (il Male).

Ma, insomma, è proprio morta la fantasia, visto che si annuncia il remake di Nightmare: dal profondo della notte (1984), con lo spaventoso Freddy Krueger, l’uomo con gli artigli pronto a terrorizzare i teenager e dato che la Warner, unitamente a Leo DiCaprio (con la sua Appian Way) finanzia La storia infinita, nuovo adattamento del fantasy di Wolfgang Petersen ispirato, nel 1984, al romanzo di Michael Ende, protagonisti Bastian, Atreju e l'Imperatrice Bambina? Il fatto è che anche i capoccia degli studi hollywoodiani hanno paura di perdere il posto: se un remake va male, danno la colpa al regista, o al cast.

Poi c'è chi tiene famiglia: Will Smith, anche produttore, da anni insiste con Karate Kid, per piazzare il figlio Jaden, che nell'annunciato remake Columbia (regia: Harold Zwart), ambientato a Pechino (coproduzione con la Cina) imparerà le arti marziali da Jackie Chan (nel cast del 1984) o da Chow Yun-Fat. E sarà orgia di giochi stile Wii, mentre i produttori, Paperoni prima della crisi, ora sembrano quegli squattrinati, che ti rifilano avanzi di frigo, rianimandoli con la salsetta.