La conclusione dei pm: "Non ci fu alcun attentato a Maurizio Belpietro"

Il primo ottobre del 2010 il caposcorta del direttore di <em>Libero</em> si imbattè e sparò in
direzione di un uomo sorpreso sulle scale della palazzina dove abita
Belpietro. Ma per i pm milanesi &quot;non ci fu un vero attentato&quot;

Milano - Non ci fu un attentato vero e proprio alla vita di Maurizio Belpietro. E' questa la conclusione dei magistrati milanesi dopo i fatti del primo ottobre dello scorso anno quando il caposcorta del direttore di Libero si imbattè e sparò in direzione di un uomo sorpreso sulle scale della palazzina dove abita Belpietro. Secondo i magistrati l’uomo visto dal capo scorta potrebbe essere stato un ladro o un rapinatore e non esisteva un "preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro".

Le indagini dei pm milanesi Tutte le indagini condotte dalla Procura di Milano portano a "escludere con ragionevole certezza l’ipotesi che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro". Il 7 aprile scorso i magistrati milanesi, Ferdinando Pomarici e Grazia Pradella, hanno inoltrato all’ufficio gip una richiesta di archiviazione del caso "essendo rimasto ignoto l’autore del reato". Il procedimento era stato iscritto per tentato omicidio, detenzione e porto d’armi ai danni di Alessandro Mastore, il caposcorta di Maurizio Belpietro, l’uomo che incrociò lo sconosciuto sulle scale della palazzina dove abita il direttore di Libero. Le indagini non hanno trascurato nulla: sono stati sentiti numerosi testi tra gli abitanti, negozianti della zona, sono stati acquisiti tutti i possibili filmati dalle telecamere poste in punti limitrofi a via Monte di Pietà, e sono stati fatti anche numerosi rilievi scientifici in particolare nel cortile interno e sulle scale del condominio interessato. Ma non hanno portato a nulla. Le dichiarazioni di Alessandro Mastore e dell’autista di Belpietro, Ciro Lupo, hanno poi escluso che quanto accaduto potesse rappresentare un attentato alla vita di Belpietro anche perchè la persona, che è rimasta ignota, ha manifestato stupore nell’incrociare Mastore sulle scale. E' più probabile, sostengono gli inquirenti, che l’uomo non fosse altro che un ladro o un rapinatore che mai si sarebbe aspettato di essere scoperto così. E il fatto che la pistola che aveva indosso, e che si è poi rivelata non funzionante, avvalora questa tesi. In altre parole, per gli inquirenti quella sera sulle scale della palazzina dove vive Maurizio Belpietro c’era effettivamente qualcuno, forse un ladro, ma di certo non voleva attentare alla vita del direttore di Libero. Ora spetterà al gip valutare gli elementi raccolti dai magistrati e disporre l’archiviazione del caso o ordinare nuovi approfondimenti.