Concordia, stop alle ricerche

Si fermano le ricerche nella parte immersa dello scafo. Troppo rischiose per i soccorritori. Continua la perlustrazione del braccio di mare

Le ricerche nella parte sommersa della Costa Concordia si fermano qui. A deciderlo i soccorritori, capitanati dal comandante dei vigili del fuoco Ennio Aquilino. Secondo la valutazione delle persone al lavoro sulla nave naufragata al Giglio sarebbero "venute meno le condizioni operative di sicurezza". 

Le strutture dello scafo continuano a deformarsi, in corrispondenza dei varchi che sono stati aperti nei giorni scorsi. Motivo per il quale il commissario per l'emergenza Franco Gabrielli ha annunciato alle famiglie dei dispersi e alle ambasciate lo stop definitivo delle operazioni.

Non si fermeranno invece le ricerche nella parte emersa della Concordia. I soccorritori stanno ancora verificando alcune zone dello scafo e continueranno a scandagliare i 18 chilometri di mare già oggetto delle perlustrazioni dei giorni scorsi. Nel frattempo il comune del Giglio e la provincia di Grosseto hanno deciso di costituirsi parte civile. Resta ancora al vaglio anche la possibilità di chiedere un risarcimento alla Costa.

Vanno avanti anche le indagini sul comportamento che tenne il capitano Schettino la notte del naufragio. Il perché dei suoi gesti "lo vedrà la magistratura", dice il secondo ufficiale medico della nave, che però sottolinea anche: "Io so soltanto che tutto l'equipaggio era già sui ponti accanto alle scialuppe pronti allo sbarco già da oltre mezz'ora" quando sulla Concordia venne lanciato l'ordine di abbandonare la nave. E a dare l'ordine non fu il capitano.