Concorso dei partigiani: un tema contro il governo

La traccia proposta agli studenti: «L’esecutivo di centrodestra ha ucciso la Costituzione nata dalla Resistenza». Protesta Forza Italia

Vincenzo Pricolo

da Milano

Non è ancora oggetto della campagna elettorale ma prima o poi la Costituzione, insieme con la sua riforma votata dalle Camere, entrerà a pieno titolo nel dibattito politico che ci accompagnerà fino al 9 aprile. Anche perché, poco dopo il voto, ci sarà il referendum che dovrà approvare definitivamente la riforma costituzionale.
Nell’attesa, qualche difensore della Carta si muove con modalità e toni che suscitano polemiche. Come il presidente dell’Unione autonoma dei partigiani sardi, Dario Porcheddu, 85 anni, ex militare della Guardia di finanza, che ha preso parte alla Resistenza nei Balcani insieme a tanti altri militari italiani che dopo l’8 settembre combatterono a fianco dei partigiani jugoslavi contro i tedeschi. In dicembre la sua associazione, come ogni anno, ha inviato a tutte le scuole sarde una lettera in cui veniva pubblicizzato un concorso con premi in denaro diretto agli alunni. I ragazzi che intendevano partecipare dovevano scegliere fra otto temi, l’ultimo dei quali recitava «Il governo di centrodestra ha ucciso la Costituzione nata dalla Resistenza scritta col sangue innocente di centomila morti per la libertà».
Molti insegnanti e molti presidi si sono indignati per quella che hanno considerato una strumentalizzazione vergognosa. Uno di loro ha scritto al quotidiano l’Unione sarda chiedendo che la propaganda esca dalle scuole. E il caso è arrivato al Consiglio regionale, dove un esponente di Forza Italia, Carlo Sanjust, ha presentato un emendamento alla Finanziaria regionale che sopprime il contributo pubblico all’associazione partigiana. La maggioranza di centrosinistra che sostiene il presidente Renato Soru, però, ha bocciato la proposta.
Forte delle sue convinzioni e del sostegno del governo regionale, Porcheddu respinge le accuse di strumentalizzazione e le critiche sulle parole usate nella traccia proposta ai ragazzi. «Riscriverei il titolo del tema allo stesso modo - dice -. Non sono libero di farlo? Chi potrebbe impedirmelo, Berlusconi? Certo, la Costituzione l’hanno uccisa. Hanno cambiato con brutalità e protervia cinquanta e passa articoli». Nessun passo indietro dal presidente dei partigiani sardi. «Io credo di avere fatto il mio dovere - spiega - verso i ragazzi, che non conoscono i fatti che hanno determinato la storia del nostro Paese. E poi, al concorso partecipa solo chi vuole».
Di parere diametralmente opposto Sanjust, che dichiara «massimo rispetto per gli ideali che difendono i partigiani sardi» ma ritiene «inaccettabili le strumentalizzazioni». «È la prima volta - sottolinea il consigliere azzurro - che il centrodestra chiede di cancellare il finanziamento regionale all’Unione, finora ci eravamo sempre astenuti. È gravissimo usare soldi pubblici per iniziative di quel tipo. Non voglio togliere a nessuno il sacrosanto diritto di celebrare ricorrenze e ricordare i caduti ma non è entrando nelle scuole con quei temi che si difendono gli ideali, ci sono altri modi intellettualmente più onesti».
Insomma, snobbata dai consiglieri strategici dei leader concentrati sugli slogan da cartellone 6x3, sulle promesse capaci di spiazzare l’avversario e sui confronti tv, la Costituzione è fuori dalla campagna elettorale. Ma ancora per poco, probabilmente.