Condono, il Pdl apre uno spiraglio: un'ipotesi Ma Palazzo Chigi smentisce: "Lo escludiamo"

Frattini smentisce l'ipotesi del provvedimento, ma Cicchitto apre uno spiraglio: "Ipotesi al vaglio". E la sinistra s'infuria: "E' l'emblema del degrado morale dell'Italia berlusconiana". Eppure in trent'anni i condoni hanno portato più di 130 miliardi di euro alle casse dello stato

Condono o non condono? Spunta l'ipotesi del provvedimento e scoppia la bufera. "Si sta discutendo di tutto, tutte le ipotesi sono sul tappeto, questa come altre" la porta l'ha aperta il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto incalzato dai cronisti che gli chiedevano lumi su questa possibilità. Sulla stessa linea anche Maurizio Gasparri e Raffele Fitto: un'ipotesi al vaglio. In mattinata è arrivata invece la brusca frenata del ministro degli Esteri Franco Frattini che ai microfoni di Radiouno ha tagliato corto dicendo che il governo "non ha mai pensato al condono". Nel tardo pomeriggio arriva la smentita ufficiale da Palazzo Chigi: "Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo pù totale". Il caso è chiuso?

Ma anche solo la possibilità di un condono ha subito fatto inalberare gli esponenti delle opposizioni. Il Pd ne fa una questione morale e trascina sul banco degli imputati il premier: "Il condono è l’emblema del degrado morale dell’italia berlusconiana ed è la conferma dell’assoluta inadeguatezza del governo berlusconi ad affrontare i nodi veri che bloccano lo sviluppo del paese", ha dichiarato Stefano Fassina responsabile economia dei Democratici. Ancora più duro il segretario dell'Italia dei Valori: "Il condono è la tomba della democrazia - ha tuonato Di Pietro -. Perfino qualche ministro di questo governo, come Frattini, che non conosce la vergogna di un nuovo condono si vergogna e prova a dire che non ci ha mai pensato nessuno".

Il condono - edilizio, fiscale o previdenziale - è un provvedimento che manda sempre in tilt la sinistra, specialmente quando a proporlo è il governo Berlusconi. Eppure in trent'anni  questa "una tantum" ha portato nelle casse dell'erario 104,5 miliardi di lire. È la stima fornita dalla Cgia di Mestre secondo cui le sanatorie più fruttuose economicamente per le casse dello Stato sono risultate proprio quelle tombali. Nel 1982 e nel 1992 hanno fruttato il 113 per cento e il 120,6 per cento del gettito previsto. Anche nel biennio 2002 e 2003 il condono, all’interno di altri due condoni fiscali, ha dato ottimi risultati. Rispetto agli 8 miliardi di gettito atteso, sono arrivati appena 12,8 miliardi di euro, pari al + 160,4 per cento sul totale di incasso previsto. Gli altri condoni, invece, sono stati quasi un fallimento. Il più "snobbato" dai contribuenti è stato quello delle scritture contabili, introdotto nel 1995 che ha reso solo il 2,7 per cento dell’incasso previsto. ha avuto un esito piuttosto negativo anche quello relativo ai rifiuti del 1989, che ha portato solo il 3,3 per cento del gettito auspicato.