Confindustria: «Dialogo fermo per colpa di Epifani»

Il segretario della Cgil: «Non pongo veti ma si deve rispettare la nostra opinione»

Fabrizio de Feo

da Roma

A Santa Margherita Ligure, teatro solo un anno fa dell’avvio della concertazione tra industriali e sindacati, il dialogo non decolla e le prove di disgelo tra Confindustria e Cgil si risolvono in un nulla di fatto. Chi si aspettava che la concertazione potesse riprendere slancio rimane deluso: i muri restano alti e non si va oltre dichiarazioni formali di disponibilità al confronto.
Non è un caso che il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nel suo intervento, non faccia alcun accenno alla riforma contrattuale preferendo, piuttosto, porre l’attenzione sui progetti necessari a rilanciare l’economia italiana. Di riforma contrattuale non è il momento di parlare neanche per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che dopo un breve incontro informale con Montezemolo, spiega: «Io non pongo veti, ma pretendo che si rispetti l’opinione della Cgil: la media dei redditi non può assolutamente abbassarsi. Credo che in questo momento le priorità del Paese siano altre. Prima di mettere mano al modello del 1993 bisogna innanzitutto che il sindacato abbia una posizione unitaria. E poi il governo che impegno può prendere a un anno delle elezioni?».
Proprio alle divisioni all’interno del mondo sindacale il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, imputa la mancata ripresa del confronto: «In un momento così difficile per il Paese c’è il dovere della classe dirigente di sedersi e cominciare a discutere. Dopo un anno ancora non abbiamo messo a punto nessuna piattaforma comune. E credo che occorra trovare il modo per riaprire la discussione sul tema e dare risposte precise. Quello che io imputo, soprattutto alla Cgil, è la non volontà di aprire un dialogo». Bombassei continua: «Il mancato accordo fra Cgil, da una parte, Cisl e Uil dall’altra ha bloccato il dialogo, si sarebbero dovuti accordare - aggiunge - su una piattaforma comune, è passato un anno e non è successo nulla». La porta del dialogo rimane, comunque, aperta e, anche se nessun nuovo appuntamento è stato fissato, Bombassei assicura che Confindustria «è disponibile» a far ripartire la discussione «in qualsiasi momento».
Se la Cgil gioca in difesa, segnali di piena disponibilità arrivano, invece, dalla Cisl. «La nostra posizione è chiara: noi siamo disponibili a riprendere il confronto, quando Confindustria vuole e con chi vuole, questo è uno dei nostri obiettivi», spiega Savino Pezzotta. «È chiaro che noi miriamo a cambiare il modello per accrescere il peso delle buste paga».
Il governo, in tutto questo, non resta alla finestra ed è pronto a scendere in campo, tant’è che a breve arriverà la lettera di richiesta di adesione e il via al confronto. «Nelle prossime settimane convocheremo il tavolo sulla revisione delle regole contrattuali» dice Gianni Alemanno «speriamo che la Cgil non si tiri indietro, altrimenti è un dialogo tra sordi».