Consiglieri in fuga dalla Sala rossa «oscurata» dalla tv

Sinistra spaccata sul difensore civico. Sopraelevata: presto via libera alle moto di notte

Primo giorno di consiglio comunale senza diretta televisiva, causa par condicio, e subito manca il numero legale. Alle 18 in aula erano appena in 11, 8 della minoranza e solo 3 della maggioranza. Quindi tutti a casa, in anticipo, con alcune interpellanze del centrodestra ancora da discutere. «È gravissimo - tuona Lilli Lauro, Lista Biasotti - se non c'è la tv, per il centrosinistra scatta il fuggi fuggi». Anche prima però, c'è stato tempo d'arrabbiarsi. Se il sindaco aveva promesso «mai più sciopero alle prime» ora che i lavoratori del teatro Carlo Felice sono di nuovo sul piede di guerra, Marta Vincenzi arriva in Sala Rossa e propone al «consiglio comunale di prendersi le sue responsabilità». Chiede che il problema venga discusso in commissione e durante una seduta monotematica del consiglio entro il 7 marzo, data della prima del Trovatore. «I teatri dell'opera sono in crisi in tutto il mondo - spiega Vincenzi - e da noi la situazione è aggravata da alcuni fattori». Quali? Il sindaco lo spiega ed elenca, per esempio, le troppe sovrapposizioni, tra il soprintendente e il maestro Daniel Oren, legato al teatro da «un contratto piuttosto discutibile». Ora però, anche il sindaco dice la sua: «Il teatro deve trovare una sua nuova identità e puntare più sulla produzione interna che non sul consumo di opere o pacchetti culturali». Per questo invoca una tregua fino alla fine della stagione: «Bisogna aspettare che il lavoro del nuovo direttore artistico raccolga i suoi frutti». Se ne riparlerà: la patata bollente l'ha scaricata al consiglio.
Lo stesso consiglio che ieri non ha saputo eleggere una figura fondamentale per i cittadini come il difensore civico. Serviva una maggioranza dei 2/3, poiché il ruolo è di garanzia, ma la maggioranza non ha proposto alcun nome, ma scheda bianca. Nonostante il bando fosse stato presentato dal presidente del consiglio da più di sei mesi. La maggioranza si spacca: Umberto Lo Grasso (Ulivo) interviene: «Per responsabilità civica oggi il consiglio doveva trovare un'intesa e dai curricula che ci sono stati forniti, solo la figura di Bruno Orsini era quella in grado di ricoprire questo incarico fondamentale». I candidati, oltre al professore Orsini, deputato e sottosegretario democristiano per molti anni, sono Stefano Vignolo, Bernardina Ranieri e il difensore uscente Fulvio Cerofolini. Lo stesso che ieri, in tre votazioni non ha preso alcun voto, ma che si troverà l'incarico prorogato per l'ennesima volta, fino all'intesa. Nelle votazioni a scrutinio segreto Orsini arriva a prendere 22 voti (la minoranza in aula contava solo 18 consiglieri), il resto sono schede bianche o nulle. Segno evidente, che almeno 4 consiglieri di centrosinistra hanno votato per Orsini. Simone Farello, capogruppo Ulivo, si arrabbia, ma ammette che «sui nomi in lizza la maggioranza non ha trovato un'intesa». Alberto Gagliardi (Forza Italia) sbotta: «Orsini non è uno dei “nostri” ed è una cosa gravissima: la maggioranza doveva proporre almeno un nome». Intanto il vicesindaco Paolo Pissarello, pressato dal consigliere biasottiano Franco De Benedictis, annuncia che in primavera la sopraelevata verrà riasfaltata (di giorno), dopo di che sarà dato l'ok per il transito di moto e motorini anche in orari notturni. Altri lavori strutturali, pari a un costo di 2 milioni di euro, invece, li promette per l'autunno 2008.