Un consulente personale per affrontare il divorzio

A luglio 2010 l’Istat ha pubblicato i dati relativi ai divorzi in Italia, aggiornati al 2008: nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351, con un incremento rispettivamente del 3,4 e del 7,3 per cento rispetto all’anno precedente. Se nel 1995 si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi ogni 1.000 matrimoni, nel 2008 si arriva a 286 separazioni e 179 divorzi: un fenomeno in continua crescita dunque, che spesso ha un risvolto doloroso per le parti coinvolte, soprattutto in presenza di figli minori, malgrado la legge 54/2006 che prevede l’affido condiviso dei figli.
Una figura nuova e tutta italiana, a discapito del nome, sta acquisendo un’importanza man mano più grande nelle cause di divorzio non consensuale, ovvero il Personal Divorce Consultant, una figura professionale essenziale nei casi di separazione e divorzio più difficili e complessi sia da un punto di vista economico sia per quel che riguarda la gestione della prole.
L’idea è di Mariella Inguì, psicologa e psicoterapeuta siciliana di nascita e genovese d’adozione, che ha creato questa particolare figura sulla base della ventennale esperienza nel settore della psicoanalisi e delle consulenze con i tribunali in campo civile e penale: «La separazione è una scelta che viene fatta per poter stare meglio, è una soluzione che si adotta per il proprio benessere. Eppure spesso succede che l’obiettivo finale, il proprio benessere appunto, viene perso di vista in funzione della volontà di rivalersi sull’altro, sul farla pagare. Una separazione così come un divorzio comportano uno stress determinato dalle particolari condizioni emotive a cui si è sottoposti, al confronto con gli avvocati, alla valutazione sulle proprie capacità genitoriali. Nei momenti di crisi, stress e elevata pressione ambientale è difficile pensare e agire con razionalità: il Personal Divorce Consultant vuole innanzitutto dare ai propri clienti gli strumenti per gestire e vivere al meglio situazioni difficili, suggerendo sempre le migliori azioni per affrontarle».
L’assistenza che la dottoressa Inguì offre ai propri assistiti riguarda i momenti di sconforto quotidiano, la preparazione degli incontri con l’ex coniuge, la gestione congiunta dei figli, le richieste economiche, la gestione della casa famigliare, e le altre difficoltà che insorgono in situazioni così delicate, cercando di adottare una soluzione che elimini le ritorsioni e lo stress aggiuntivo, a beneficio dell’obiettivo che ci si è posti.
44 anni, mamma da pochi mesi, Marinella Inguì ha intrapreso questa nuova avventura formalmente da soli due anni, dopo 20 anni da terapista e 15 anni da CTU e CTP presso i tribunali di tutta Italia: «ho seguito circa 15 casi da quando ho iniziato e tutti si sono conclusi in maniera soddisfacente per i miei clienti: il Personal Divorce Consultant ha un rapporto quotidiano, a lungo o medio termine, con una sola delle due parti, mentre il Mediatore familiare e il Terapeuta di coppia si rivolgono alla coppia e si pongono come parte imparziale nei confronti di essa, uno per raggiungere una separazione consensuale, l’altra per ricomporre la crisi. Tra i miei clienti è esemplificativo il caso di una signora il cui marito, di nazionalità inglese, era intenzionato a non lasciare nulla a lei o alla di loro figlia: per litigare bisogna essere in due e se si trova il modo di non dare motivi di contrasto all’altra parte, il conflitto semplicemente si risolve in modo veloce e ragionevole. In questo caso l’ex marito ha comprato una casa per la figlia, dove vive anche la mia cliente».
Il Personal Divorce Consultant è spesso veicolato dall’avvocato matrimonialista il quale ha facoltà di consigliare ai propri clienti di avvalersi, oltre che della propria opera, anche di tale figura professionale: l’avvocato ha così modo di concentrarsi maggiormente sugli aspetti giudiziali e stragiudiziali del mandato ricevuto lasciando a un professionista il rapporto quotidiano con il cliente, che spesso ha bisogno di un supporto sia razionale che emotivo che esuli dall’aspetto meramente giuridico della propria situazione.