La Consulta: "Illegittimo il lodo Alfano" Berlusconi attacca Corte e Napolitano

Verdetto a maggioranza (9 a 6) della Corte: boccciato il lodo. Viola l'articolo 138 della Carta: serviva una legge costituzionale. E l'articolo 3: il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. <strong><a href="/a.pic1?ID=389032" target="_blank">Il premier denuncia: &quot;La Consulta non è un organo di garanzia ma un organo politico&quot;</a></strong>. Poi lo <strong><a href="/interni/premier_contro_colle_si_sa_che_parte_sta_ma_quirinale_replica_sta_costituzione/politica-giustizia-berlusconi-lodo_alfano-quirinale-colle-corte_costituzionale-consulta-costituzionalita-napolitano/07-10-2009/articolo-id=389034-page=0-comments=1" target="_blank">scontro con il Colle</a></strong>: &quot;Si sa da che parte sta...&quot;. La replica: &quot;Da quella della Costituzione&quot;

Roma - Il lodo Alfano è incostituzionale. Questo il verdetto della Corte Costituzionale. Preso a maggioranza: nove toghe contro sei. Si sono aperte dopo tre camere di consiglio diverse, due giorni in totale, le porte della saletta pompeiana al secondo piano dell'edificio che fronteggia il Qurinale. I 15 giudici della Consulta hanno deciso l'illegittimità del lodo Alfano, la legge che sospende i processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato.

La decisione La Consulta ha bocciato il lodo Alfano per violazione dell’articolo 138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’articolo 3 (principio di uguaglianza).

Gli effetti La camera di consiglio, sospesa una prima volta alle 19,30 di ieri, si è riaperta questa mattina alle 9 e, dopo una seconda sospensione, tra le 13 e le 16, è ripresa fino alla sentenza decisa attorno alle 18. L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

I ricorsi La decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano accoglie i rilievi mossi dai giudici milanesi impegnati nei processi Mediaset-diritti tv e caso Mills che vedono imputato il presidente del Consiglio. La Consulta dichiara, invece, "inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal gip del tribunale di Roma". Un ricorso sollevato nell’ambito dell’inchiesta della procura capitolina sulla presunta "compravendita" di senatori eletti all’estero nella passata legislatura, all’epoca del governo Prodi: i pm romani avevano chiesto l’archiviazione delle accuse per il presidente del Consiglio, mentre secondo il gip il lodo Alfano va applicato anche nella fase delle indagini preliminari. Da qui la decisione del giudice Orlando Villoni di trasmettere il fascicolo alla Consulta. Ricorso oggi respinto.

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