Consumi, frena la caduta: primi segni di fiducia

Frena la caduta delle vendite al
dettaglio. A gennaio la situazione è migliorata: calo dello 0,9%, meglio rispetto al 5,7% di novembre e al
-4,1% di dicembre. Per la prima volta dopo quattro mesi,
cinque categorie di prodotti invertono la
tendenza segnando un valore positivo <br />

Roma - Frena la caduta delle vendite al dettaglio. A gennaio, rispetto ai dati emersi nei mesi precedenti (-4,2% ad ottobre, -5,7% a novembre e -4,1% a dicembre), la situazione è migliorata anche se si è registrato un -0,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E per la prima volta dopo quattro mesi, 5 categorie di prodotti su 14 hanno invertito la tendenza segnando un valore positivo. A rilevarlo è la Cgia di Mestre che ha analizzato le vendite del commercio fisso al dettaglio degli ultimi mesi (rispetto agli stessi dell’anno precedente) al netto dell’inflazione.

Frena la caduta dei consumi I beni che a gennaio di quest’anno hanno subito gli incrementi maggiori sono stati i profumi, i dopobarba, gli spazzolini da denti, i dentifrici, etc. (+2,1%); i casalinghi come porcellane, ceramiche, piatti, bicchieri, detersivi e smacchiatori (+0,8%); gli elettrodomestici come i condizionatori, le radio, le televisioni, i registratori e i personal computer (+0,5%). Bene anche i giocattoli e i prodotti sportivi (+0,4%); ed infine l’abbigliamento e la pellicceria (+0,2%). Tutte di segno negativo le variazioni registrate dagli altri beni del paniere preso in esame. Tra quelli più penalizzati dai consumatori nel mese di gennaio sottolineamo i farmaci, i termometri, le garze e i cerotti (-1,5%); i gioielli, gli orologi, la bigiotteria (-1,6%); fanalino di coda la foto-ottica e le pellicole che, secondo la classificazione Istat, include le macchine fotografiche, i proiettori, la vendita e lo sviluppo delle pellicole, gli occhiali e le lenti a contatto (-1,9%).

Primi segnali di fiducia "Tenendo presente che gennaio è il mese dei saldi invernali e una parte della spesa delle famiglie si orienta verso il settore dell’abbigliamento - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre- aver invertito la tendenza rispetto ai risultati emersi nelle rilevazioni precedenti è un piccolo segnale di ottimismo che ci fa ben sperare. Certo, il calo della domanda è ancora molto forte ma non è da escludere che nei prossimi mesi molti consumatori abbandonino la sfiducia e ricomincino a spendere". "Mi riferisco ai dipendenti a reddito fisso con un’occupazione sicura che, grazie al progressivo calo dei prezzi registrato negli ultimi mesi, da questa crisi non devono temere nessun contraccolpo negativo. Peccato -conclude Bortolussi- che tra le attività di vendita ancora una volta siano stati i piccoli negozi di vicinato a subire la contrazione più vistosa. Rispetto alla media del mese di dicembre pari a -4,1%, le imprese sino a 5 addetti e quelle tra 6 e 9 hanno registrato valori superiori rispettivamente del -5,1% e del -4,2%".