Conti pubblici: sale al 2,5 per cento il rapporto deficit-pil

Deficit pubblico in crescita nel 2008. L'Istat rivede le stime al ribasso: l’anno scorso l’indebitamento netto delle
amministrazioni pubbliche rispetto al pil è stato pari al 2,7%,
contro l’1,5% del 2007

Roma - Deficit pubblico in crescita nel 2008. L’anno scorso, afferma l’Istat, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al pil è stato pari al 2,7%, contro l’1,5% del 2007. Nel quarto trimestre 2008 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 2,7%, contro il 2,4% registrato nel corrispondente trimestre del 2007.

Riviste le stime di indebitamento L’Istat ha rivisto le stime dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche per gli anni 2005-2008. In valore assoluto, la nuova stima dell’indebitamento netto ammonta rispettivamente a 42.979 milioni di euro nel 2008 con un peggioramento di 1.201 milioni di euro; a 23.225 milioni di euro nel 2007 con un peggioramento di 151 milioni di euro; a 49.312 milioni di euro nel 2006 con un miglioramento di 71 milioni di euro; a 61.432 milioni di euro nel 2005 con un miglioramento di 286 milioni di euro. Con la revisione si registra un peggioramento nel 2008 del saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) che passa dal 2,5 del pil al 2,4 per cento. Il peggioramento di 1,2 miliardi dell’indebitamento netto del 2008 è dato da minori uscite per interessi passivi sulla raccolta di conti correnti postali per 657 milioni, da minori entrate per 658 milioni di euro relative ai cosiddetti "conti dormienti", e da minori entrate per 1,2 miliardi relative ai flussi con l’Unione europea.

Calano le entrate nell'erario pubblico Calano le entrate dello Stato nel quarto trimestre 2008. Nel periodo, comunica l’Istat, le entrate totali sono diminuite in termini tendenziali dell’1,1%, con un’incidenza sul pil del 54,4% (era 54,9% nel corrispondente trimestre del 2007). Nello stesso periodo, calano anche, sempre in termini tendenziali, anche le uscite totali, con un -0,6%. Il loro valore rispetto al pil è pari al 57,1% (57,4% nel corrispondente trimestre del 2007). Le entrate correnti, continua l’Istituto di statistica, registrano una diminuzione tendenziale dell’ 1,1%, dovuto all’effetto combinato dellèaumento delle imposte dierette, che fanno segnare un +0,2%, dei contributi socilai (+2,7%) e delle altre entate correnti (+1%) e ad una diminuzione delle imposte indirette (-7,5%). Le entrate in conto capitale segnano in termini tendenziali una crescita del 3,1%, dovuta alla crescita delle imposte in conto capitale (+26,7%) e delle altre entrate in conto capitale (+1,3%). Nel quarto trimestre,aggiunge l’Istat, le uscite correnti segnano un aumento tendenziale dell’1,3%. Tale aumento è dovuto alla crescita dei redditi da lavoro dipendente (+0,1%, dei consumi intermedi (+4,4%), delle prestazioni sociali in denaro (+3,3%), degli interessi passivi (+1,6%) e ad una diminuzione delle altre uscite correnti (-5%). Le uscite in conto capitale, infine, sono diminuite in termini tendenziali dell’15,8%. Tale diminuzione è dovuta all’effetto combinato di una crescita degli investimenti fissi lorid, pari a +4,4% e ad una diminuzione delle altre uscite in conto capitale, che segnano un calo del 32,2%.