Conti pubblici, la Ue chiude procedura deficit

Disco verde della Commissione Ue
sull’abrogazione della procedura di infrazione per deficit
eccessivo aperta nei confronti dell’Italia nel 2005. Spetta ora
al Consiglio Ecofin dare il via libera definitivo

Bruxelles - Disco verde della Commissione Ue sull’abrogazione della procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell’Italia nel 2005. Spetta ora al Consiglio Ecofin dare il via libera definitivo. L’Unione europea ha deciso di bloccare anche la procedura contro Portogallo, Slovacchia e Repubblica Ceca.

La proposta di Almunia L’esecutivo europeo ha approvato la proposta del commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia - che nel pomeriggio incontrerà il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa - secondo la quale in Italia "il deficit è stato portato sotto il tetto del 3% del Pil in maniera credibile e sostenibile". Il rapporto deficit Pil - conferma la Commissione Ue - si è attestato all’1,9% nel 2007 ed è previsto risalire al 2,3% nel 2008 e al 2,4% nel 2009. Il debito pubblico continuerà a calare "solo leggermente" per attestarsi intorno al 102,5% nel 2009.

Nel 2006 il deficit più alto d'Europa Nel 2006 l’Italia è stato il Paese con il rapporto debito/pil più elevato (106,8%) tra il 27 membri dell’Unione europea. Il valore scende nel 2007 al 104%. Sono i dati contenuti nella pubblicazione dell’Istat, Cento statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare. L’Italia, viene sottolineato, è dunque ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo di Maastricht di contenere il rapporto debito/pil al di sotto del 60%, anche se il valore è appunto il decrescita nel 2007. L’incidenza dello stock del debito pubblico ha toccato il massimo del 121,5% nel 1994, diminuendo fino al 103,8% nel 2004. Sul fronte del saldo primario, il Paese mostra un "netto recupero". Nel 2007, sottolinea l’Istat, soprattutto grazie a un cospicuo aumento delle entrate, l’Italia si colloca al quarto posto tra i paesi dell’Unione economica e monetaria per surplus primario, mentre l’incidenza dell’indebitamento netto in un biennio (2005-2007) diminuisce da 4,2 sino all’1,9% del pil.

La soddisfazione di Prodi "Io lascio i conti in ordine, come ha certificato in modo inequivocabile l’Unione Europea", ma per mettere a posto i conti dello Stato sarà necessario ancora molto tempo, "forse 14 o 15 anni". L'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervistato da Sky Tg24, rivendica i risultati del suo governo e allunga l’orizzonte temporale indicato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, per il risanamento dei conti pubblici. "Per questo io avevo iniziato un lavoro giorno per giorno - ha detto il Professore - abbiamo un debito che è oltre il 100 per cento rispetto al Pil, e dobbiamo arrivare al 60, altro che dieci anni. Per portarci in ordine ce ne vorranno 14 o 15 almeno".