Il conto corrente è caro? Selezionando i servizi si può spendere la metà

Tra canone annuo, commissioni per le operazioni fuori plafond, spese per prelievi Bancomat, bonifici, domiciliazioni delle bollette, invio dell’estratto conto e delle comunicazioni di legge, oltre all’eventuale dossier titoli e alle altre voci cui s’aggiunge pure l’imposta di bollo, i costi di gestione di un conto corrente in Italia sono i più alti d’Europa. Restano tali sebbene calati in media del 24% negli ultimi tre anni, come segnala il consorzio PattiChiari, e nonostante la legge Bersani abbia eliminato le spese di chiusura.
Scelte ponderate con il confronto tra le varie proposte e un uso accorto del conto corrente possono più che dimezzare l’esborso. Innanzitutto facendo chiarezza su ciò che serve: è inutile aprire un conto dal canone elevato in ragione di servizi accessori che ben difficilmente si useranno, come pure sottoscriverne uno a canone ridotto, ma che offre un limitato numero di operazioni gratuite, quando si prevede di superare il tetto e pur sapendo che può costare caro. Chi non vuole cambiare banca o conto corrente può attivare l’home banking, un’opzione spesso gratuita e che si lega a commissioni più basse. Secondo Eurisko, operando attraverso internet o col telefono al posto del tradizionale sportello di filiale, il costo medio annuo di un conto corrente di base può ridursi da 105,9 a 68,9 euro, con risparmi compresi tra il 28% per la famiglia tipo e il 43% per il pensionato «evoluto». Se non basta, meglio guardarsi attorno. Cominciando dal sito di PattiChiari dove è possibile confrontare caratteristiche e costi di centinaia di conti correnti proposti da oltre 150 banche.
I conti online vincono il confronto della convenienza. Spesso il canone mensile è azzerato, le commissioni per i singoli servizi sono più basse anche di 2 o 3 euro, di norma i bonifici e le ricariche telefoniche sono gratuite così come i canoni di carte di credito e debito, senza contare che le operazioni possono essere fatte comodamente da casa o dall’ufficio; anche il deposito titoli è più economico e il trading online costa meno.
I conti «light» proposti allo sportello possono fare al caso di chi opera pochissimo, ma attenzione a non superare la soglia gratuita dei movimenti. In generale, la famiglia media che usa il conto con una quindicina di operazioni al mese, abbandonando la filiale per il web può risparmiare oltre il 50 per cento. Nella classifica dei conti online stilata da Of-Osservatorio Finanziario in base a criteri di convenienza e sicurezza, compaiono sul podio IwBank, davanti a Banc@perta e all’home banking di Mps, seguite dall’online di Raiffeisen, Sella e da Websella; poi, nell’ordine, Unicredit, Banca Infinita, Fineco, Webank e Mediolanum. A maggior ragione con i tassi ai minimi, il conto corrente non rappresenta più uno strumento di gestione dei propri risparmi, quindi è bene lasciare in giacenza solo quanto serve per il ménage mensile, cercando di far fruttare i risparmi altrove. Può essere utile, in un periodo come l’attuale, parcheggiarli in un conto di deposito, che spesso viene abbinato a conti correnti sia tradizionali che online, con tassi attivi netti anche oltre il 2,5%, la gratuità dei movimenti e l’abbuono dell’imposta di bollo (34,2 euro annui). Per entrambi le scelte sono numerose: si va da Rendimax a Conto Arancio, da IwPower a SemprePiù Rendimento della Popolare di Vicenza, passando per CheBanca! di Mediobanca, Time Deposit Santander e Conto Extra di Sparkasse Italia.
Ulteriori sforbiciate alle spese si ottengono con un uso accorto delle opzioni e sfruttando i servizi gratuiti. Così, è meglio ricevere l’estratto conto e il dossier titoli per email o consultarlo sul web, o comunque limitarne l’invio una o due volte l’anno. Tutta la documentazione in arrivo dalla banca va conservata, poiché fa fede in caso di contestazione; allo sportello, è bene provare periodicamente a ricontrattare le condizioni. Meglio, poi, domiciliare le bollette, usare il Bancomat per i prelievi al posto della carta di credito, eseguendoli agli sportelli della propria banca per evitare le commissioni applicate dalle altre, e, infine, cercare di non andare in rosso: anche per pochi giorni, interessi passivi e penali di scoperto sono un salasso.