Contratto dei medici: in busta 283 euro in più

Omar Sherif H. Rida

da Roma

Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo contratto dei medici. A 43 mesi dalla scadenza del precedente accordo e a circa due dalla firma della preintesa (lo scorso 12 maggio) e dalla ratifica delle Regioni (il 18 maggio), ieri il Cdm ha approvato, su proposta del ministro per la Funzione Pubblica, Mario Baccini, gli «Atti di indirizzo integrativi per la dirigenza medica e sanitaria». Il documento che permetterà, già nei prossimi giorni, la sottoscrizione presso l’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) con i sindacati di un contratto collettivo che interessa 130mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale.
Duecentottantre euro lordi in più al mese e un aumento delle risorse pari allo 0,32% del monte salari, con oneri finanziari a completo carico delle Regioni: questa la base dell’intesa relativa al quadriennio normativo 2002-2005 e al primo biennio economico 2002-2003 (mentre il secondo biennio segue la trattativa degli statali). Dopo la firma il testo passerà al vaglio della Corte dei Conti, per diventare probabilmente operativo a partire dal prossimo ottobre.
Tante le novità rilevanti a livello normativo del nuovo contratto: l’equiparazione dei medici del servizio sanitario nazionale agli altri dirigenti statali, l’istituzione all’interno delle Asl di uffici per studiare le procedure per ridurre gli errori clinici e soprattutto, mezz’ora settimanale in più di lavoro per i camici bianchi al fine di smaltire le liste d’attesa. Un passo quest’ultimo che va nella direzione più volte auspicata dal ministro della Salute, Francesco Storace.
«Credo sia importante - questo il commento a caldo del titolare della Sanità - aver risposto alle sollecitazioni dei sindacati dei medici ospedalieri che oggi, magari, diranno che non era una bugia quello che diceva Storace. Ora l’Aran può aprire e chiudere la trattativa con le parti». Il ministro ha poi definito un «gran bel segnale» le misure previste per la Sanità nel Dpef «perché testimoniano l’impegno del governo a puntare sulla ricerca e in particolare su quella pubblica, sull’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico».
«Grande soddisfazione» è stata espressa anche dal ministro della Funzione Pubblica, Mario Baccini, e dal Presidente del Comitato di Settore per la Sanità, Romano Colozzi. Quest’ultimo ha sottolineato come «il Governo abbia accolto le nostre sollecitazioni. Tuttavia un contratto che viene siglato 50 mesi dopo quella che avrebbe dovuto essere la sua entrata in vigore dimostra le falle di questo sistema». «Meglio tardi che mai», commenta invece il segretario nazionale del Coas (sindacato medici ospedalieri), Domizio Antonelli, mentre la Federazione Medici Uil Fpl ha annunciato la sospensione della prevista mobilitazione.
Secondo il capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Sociali della Camera, Piergiorgio Massidda, «l’accordo rappresenta una svolta attesa dal mondo sanitario che arriva dopo un parto lungo e doloroso. Finalmente si potrà offrire una risposta giusta e onesta a un settore fondamentale della nostra società».