Coop, la fedeltà premia i clienti... degli altri

La denuncia dopo l’inchiesta del senatore Enrico Musso che ha messo a confronto i prezzi

La mano della Coop sulla Liguria. Uno può pensare che fin qui non esista notizia. E questo è sacrosanto. Chi non si rende conto che nella nostra regione, lecito o illecito che possa essere, non esiste una posizione dominante delle cooperative «rosse» nei principali settori della nostra economia?
Questa singolare situazione di predominio sul mercato di cui si discuteva ma della quale si è sempre dimostrato poco, è stata però messa nero su bianco da parte di «We the people» l’associazione guidata dal senatore del Pdl Enrico Musso che, come il Giornale ha raccontato qualche giorno fa, ha voluto mettere nero su bianco questa posizione che alla fine va a svantaggio non tanto degli altri imprenditori che non riescono a mettere il naso sul territorio ligure, ma del consumatore.
Il predominio delle cooperative rosse non è rappresentato solo dal marchio Coop per ciò che concerne il settore alimentare e del consumo, ma anche quello di Coopsette, per esempio: società di Legacoop che, come è stato ricordato dal senatore del Popolo della libertà Rodolfo Ridolfi, «a Genova ha modellato le scelte amministrative degli ultimi 30 anni». Dalla cementificazione delle colline genovesi, alla realizzazione della facoltà di Economia, l’Acquario, la metropolitana e ancora, il sottopasso di caricamento, il Terminal Traghetti fino alla realizzazione del quartiere di San Biagio e dell’ipermercato di Bolzaneto. Tutte opere di grandi dimensioni i cui appalti sono finiti nella mani della società vicina a Pci- Pds- Ds- Pd.
Scelte che, però, toccano più da vicino le famiglie, sono i prezzi sulla merce che vengono praticati dai supermercati ed ipermercati della Coop. Una ricerca di Altroconsumo del 2006 evidenziava già come l’Ipercoop di Bolzaneto fosse l’ipermercato del gruppo tra i più cari d’Italia se paragonato con i prezzi nelle altre regioni: l’Aquilone è l’unico della provincia di Genova e, nell’intero territorio genovese, non esiste un marchio che abbia la possibilità di competere, per numero di sedi, a quello Coop. A differenza di quanto succede in regioni come Lombardia, Piemonte e nel Sud Italia dove la diversificazione dell’offerta porta ad avere prezzi della merce molto più competitivi.
Ma quello che ha fatto emergere in maniera ancora più chiara che la mancanza di concorrenti permette alla cooperativa di mantenere prezzi non competitivi, è il fatto che a Genova il marchio rosso, utilizza prezzi che sono molto più elevati degli stessi supermercati che troviamo alla Spezia dove la Coop trova l’unico elemento di «ostacolo» sul mercato, cioè l’ipermercato Esselunga di Sarzana.
Ecco allora che la cooperativa, anche all’interno dei confini regionali, non si fa scrupoli nel «ritoccare» i prezzi verso il basso piuttosto di non perdere quella clientela che, comunque, a Genova difficilmente potrebbe smarrire. L’apertura di un cartello concorrente ha portato ad un abbassamento drastico dei prezzi per riuscire a stare dietro al concorrente. I casi più eclatanti sono riportati nella tabella in pagina ma vale la pena evidenziare la differenza dei prezzi tra la Coop alla Spezia e quella genovese del Terminal Traghetti di Di Negro dove la difformità di costo tra i singoli prodotti è notevole. Quasi come se l’azienda risparmiasse alla Spezia e recuperasse quanto perso in quell’ipermercato, rifacendosi su Genova.
Un pacco di riso da 250 grammi costa alla Spezia 10 centesimi in meno rispetto a Genova, un pacco di biscotti Gocciole Pavesi al cliente della Spezia costa 1,65 euro, mentre al fedele cliente genovese 2,15. Differenza anche sull’acqua minerale Levissima: per una bottiglia da 1,5 litro a Di Negro si spendono 10 centesimi in più. Differenza anche di quasi un euro per flaconi di shampoo o bagnoschiuma, ma anche per tortellini e mozzarelle.
In questo confronto, poi, emerge come Esselunga pratichi prezzi di molto inferiori a quelli di Coop. Fare la spesa alla Coop di Teglia è più caro del 22 per cento rispetto all’Iper Esselunga di Sarzana del 18,4 % rispetto all’Ipercoop Aquilone, del 22,4 % di Sanremo e del 10,6% della diretta concorrente della Spezia.
Qualche settimana fa il marchio Coop ha aderito all’iniziativa della Regione «Stop ai prezzi». Forse i liguri dovrebbero augurarsi una campagna che fermi il dominio Coop su Genova.