Un coro di critiche: «Politica ambigua disonora l’Italia»

da Roma

«Romano Prodi è un leader a corrente alternata, un giorno tira il sasso aprendo ad Hamas, e il giorno dopo nasconde la mano facendo una serie di telefonate ai vari leader dei Paesi mediorientali; un giorno spedisce D’Alema a passeggiare a braccetto con gli Hezbollah e poi manda Fassino a Tel Aviv a coccolarsi Israele». Per il senatore Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, la politica estera del Governo è quella «dei due forni». «Ma alla fine - sostiene - non uscirà una ciambella col buco ma una ciambella bruciata».
Anche per il leader dell’Udc la politica estera del Governo «è ambigua» e Pierferdinando Casini chiede che Prodi vada in aula insieme al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, a chiarire la linea politica su Hamas. Per l’ex-presidente della Camera «se continuiamo in questo modo siamo usciti dall’Unione Europea perché è l’Unione Europea che ha definito Hamas organizzazione terroristica». Anche per Fabrizio Cicchitto il premier dovrà riferire al Parlamento: «Giustamente Hamas ha risposto positivamente a Prodi infatti è l’unica forza politica nel Medio Oriente che trae vantaggio, senza pagare dazio, dalle improvvide dichiarazioni che, però, non sono solo gaffe». Secondo il coordinatore di Fi: «O Prodi ha un disegno assolutamente perverso di politica estera oppure parla a vanvera senza misurare le conseguenze delle sue parole». Anche il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, chiede che Prodi ai primi di settembre riferisca in aula: «Non possiamo certo accontentarci delle rettifiche del suo portavoce - sottolinea - che poi tali non sono. Prodi dovrà venire al Senato e alla Camera per chiarire le sue dichiarazioni sul dialogo con Hamas, che hanno suscitato sconcerto in Italia ma soprattutto a livello internazionale. Insieme con il ministro degli Esteri, dovrà chiarire in primo luogo se la linea di politica internazionale sul Medio Oriente del governo sia o meno compatibile con quella dell’Unione europea».
Nella polemica sulle affermazioni di Prodi su Hamas interviene anche Rocco Buttiglione che ipotizza che le frasi del premier siano soltanto «una sceneggiata per fini di politica interna». Secondo il presidente dell’Udc: «Prodi vuole rendere meno tesi i rapporti con Giordano e Rc e decide di dar loro simbolicamente la testa di Abu Mazen». Buttiglione sostiene che così l’Italia chiude la partita in perdita: «Abbiamo irritato gli americani, scontentato gli israeliani e fatto infuriare i palestinesi fedeli ad Abu Mazen in cambio di nulla». Anche Gianfranco Rotondi, senatore della Dc, attacca il premier che «avrebbe dimenticato la natura terroristica di Hamas». Molto più duro l’atto di accusa di Maurizio Gasparri di An: «Apre ai terroristi di Hamas, cede sul welfare alle minacce di Caruso e Giordano, si fa censurare dall’Ue per i rom, su lavoro e pensioni prepara disastri. Prodi disonora l’Italia. Altro che soccorrerlo. Va allontanato al più presto».