La Corte dei Conti boccia il ddl intercettazioni Poi lancia l'allarme corruzione: "E' patologica"

Il procuratore generale Ristuccia inaugura l'anno giudiziario criticando il disegno di legge del governo e la legge Cirielli: "Non aiutano nella lotta alla corruzione". Poi denuncia: "Corruzione e frodi sono patologie della pubblica amministrazione. Aumentano i reati e diminuiscono le denunce" 

Roma - Stroncato il ddl intercettazioni dalla Corte dei Conti. "Non appare indirizzato a una vera e propria lotta alla corruzione il disegno di legge governativo sulle intercettazioni, che costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo". Lo afferma il procuratore generale della Corte dei Conti Mario Ristuccia, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011, dove viene criticata anche la legge Cirielli del 2005 che riduce i termini di prescrizione per i reati di corruzione "con il risultato che molti dei processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, con conseguenze ostative per l’esercizio dell’azione contabile".

La piaga della corruzione La corruzione e le frodi sono "patologie che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione". È l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti. La corruzione e la frode, ha affermato il pg della magistratura contabile Mario Ristuccia, sono "patologie costituite da fenomeni delittuosi che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione, soprattutto in materia di aiuti e contributi nazionali e dell’Unione Europea". Sulla corruzione, ha sottolineato, "non sono stati raggiunti apprezzabili segni in controtendenza". Il procuratore generale della Corte ha osservato che "una rimarchevole diminuzione delle denunce potrebbe dare conto di una certa assuefazione al fenomeno verso una vera e propria cultura della corruzione" e ha avvertito che "estesi settori della opinione pubblica chiedono al governo e al parlamento forti e duraturi interventi perché sia data attuazione alla norma già prevista nella finanziaria 2007 sulla confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti ai corrotti e l’adeguamento dei nostri codici alle leggi internazionali anticorruzione".

I numeri Nel 2010 dalle forze dell’ordine sono stati segnalati 237 casi di corruzione (+30,22% rispetto al 2009), 137 di concussione (-14,91%), 1090 di abuso di ufficio (-4,89%). In calo, però, persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione (-1,39% rispetto al 2009), 183 per concussione (-18,67%) e 2.290 per abuso di ufficio (-19,99%).

Malasanità La sanità è un settore "nel quale si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni talvolta favorire dalle carenze del sistema dei controlli". È l’analisi del vice procuratore generale della Corte dei Conti, Roberto Benedetti, espressa durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Benedetti ricorda che l’insieme delle pronunce emesse dalla magistratura contabile nel corso del 2010 ha comportato condanne per un importo complessivo di 60 milioni per i giudizi di responsabilità cui si aggiungono altri 200mila euro per i giudizi di conto. Gli importi più rilevanti si sono registrati nel Lazio, seguito da Piemonte e Sicilia. Tra le tipologie esaminate: irregolari conferimenti di incarichi, irregolare gestione del personale, illegittimo utilizzo di medici. L’importo complessivo di danno erariale contestato ammonta a circa 254 milioniin gran parte concentrato nella regione Lazio (130 milioni) e questo per "frodi nella gestione di case di cura convenzionate per irregolari erogazioni di prestazioni abilitative". E ancora criticità si segnalano per i finanziamenti comunitari: gli importi indebitamente erogati e da recuperare nei vari settori di intervento - si segnala - erano al 31 dicembre 2009 pari a oltre 1 miliardo di euro. Il 27% in agricoltura.