Corte dei conti, corruzione in continuo aumento "E' un fenomeno difficile da fare emergere"

Non accennano a calare i numeri relativi alla corruzione. Dietro alla problematica, secondo la Corte dei conti, gli accordi tra le parti e il contesto omertoso in cui il fenomeno si sviluppa

Roma - Non sono confortanti le statistiche relative alla corruzione nel nostro Paese. Secondo la Corte dei conti i numeri relativi alla problematica sarebbero in continuo aumento, favoriti dal contesto omertoso in cui il reato di corruzione si sviluppa.

Dietro alla corruzione l'accordo tra le parti "Il fenomeno corruttivo in Italia continua a peggiorare. E' annidiato in profondità nelle pubbliche amministrazioni e rappresenta la terza fonte di danno per l'erario in ordine di importanza". Ad affermarlo Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei conti, durante un'audizione alla Camera. "I numeri non sono affatti confortanti e rimango rilevanti anche perché quello della corruzione è un fenomeno che difficilmente emerge. Dietro alla corruzione c'è sempre, o quasi, un accordo tra corruttore e corrotto, che di certo non invoglia a denunciare comportamenti di questo tipo".

L'omertà che non aiuta E non solo gli accordi tra le parti dietro la difficoltà che si riscontra nello sconfiggere il fenomeno della corruzione, ma anche l'ambiente in cui la corruzione trova lo spazio per esprimersi, solitamente caratterizzati dall'indisponibilità di chi è testimone del fatto a denunciare il problema. "Fondamentale rimane il lavoro del pubblico ministero contabile e del giudice contabile, che entrano in campo quando alla corruzione si associa un danno al sistema della finanza pubblica, il che purtroppo si verifica in quasi tutti i casi".