Cortina: sì alla secessione in Trentino-Alto Adige

Trionfano i sì (80%) nel referendum per il passaggio alla regione a statuto speciale. Esultano verdi e Svp, <a href="/a.pic1?ID=216746" target="_blank"><strong>Durnwalder: &quot;Benvenuti ladini&quot;. Ma Galan avverte: &quot;Chi semina vento raccoglie tempesta&quot;</strong></a>

Cortina d'Ampezzo - Addio Veneto, viva il Trentino-Alto Adige: il sì vince al referendum secessionista e dall'Alto Adige arrivano i commenti soddisfatti e il "benvenuto" di Svp e verdi (come dire, pliticamente parlando, il diavolo e l'acqua santa...). I dati definitivi del referendum di Cortina d’Ampezzo e dei due comuni vicini, Livinallongo e Colle Santa Lucia, confermano la vittoria nettissima: circa l’80% degli elettori vorrebbe passare al Trentino Alto Adige, regione a statuto speciale. Complessivamente, nei tre comuni, sono 3847 i sì contro 989 no. Alta l’affluenza alle urne tra domenica e lunedì: su 6828 aventi diritto hanno votato 4878 cittadini, il 71,44 . La validità del referendum era chiara già ieri sera alla chiusura dei seggi, quando il quorum dei votanti era già stato raggiunto. Oggi, a pochi minuti dall’inizio dello spoglio, si è profilata subito la vittoria dei sì. Quasi un plebiscito a Livinallongo con 824 sì e 141 no; 225 sì e 41 no a Colle Santa Lucia.

Il sindaco: "La politica colga questo messaggio" "Sento il dovere di ringraziare i miei concittadini per aver dimostrato senso civico e rispetto delle istituzioni - afferma in una nota il primo cittadino di Cortina, Andrea Franceschi -. Vedere che oltre il 70% degli aventi diritto si è recato alle urne è per me motivo di grande soddisfazione e dimostra inequivocabilmente il grado di maturità raggiunto dal nostro elettorato. Per quanto riguarda le netta vittoria del 'sì' ritengo che vada interpretata in maniera corretta e senza strumentalizzazioni di sorta - spiega il sindaco - Come ho avuto modo di dire più volte, nel segreto dell’urna le motivazioni che potevano spingere le persone a votare in un modo piuttosto che nell’altro sarebbero state diverse: quelle storiche e culturali, ma anche quelle riferibili agli aspetti finanziari, amministrativi, burocratici, quelle del malessere della montagna e non solo".

Spesa elevata e troppe tasse Sono queste le principali ragioni che - secondo la Cgia di Mestre - hanno portato la perla delle Dolomiti alla fufa verso l’Alto Adige. Il Comune di Cortina d’Ampezzo, infatti, registra il 24,6% in più di spesa pro capite rispetto alla media dei Comuni della provincia Autonoma di Bolzano, mentre le entrate fiscali sono mediamente il 21,6% in più dei confinanti altoatesini.

Dati a confronto In merito alla spesa, continua l’associazione degli artigiani e piccole imprese di Mestre, il dato medio pro capite speso dai comuni altoatesini è pari a 2.537 euro contro i 3.162 euro del comune veneto. In pratica il Comune di Cortina spende all’anno 589 euro in più pro capite (pari al 24,6% in più). Per quanto riguarda le entrate, il dato medio pro capite di un residente nell’Alto Adige è di 2.488 euro contro i 3.025 di un cortinese. Mediamente nel comune veneto si paga 537 euro di tasse in più (pari al + 21,6%).