Così cade l’ultima bugia ambientalista

Se mi chiedete qual è l'agricoltura più sicura per la salute e più rispettosa dell'ambiente, la mia risposta è: l'agricoltura che si serve di Ogm. E la più pericolosa? L'agricoltura biologica. Ma è il contrario di quel che dicono i Verdi del mondo, direte. Appunto. Come nel settore energetico, anche in quello agricolo i danni che hanno reso all'umanità le varie associazioni ambientaliste sono incalcolabili. Alla base c'è non solo l'ignoranza della conoscenza scientificamente acquisita, ma anche il rifiuto totale e ideologico di ogni conoscenza.
Per migliaia di anni, da quando nacque l'agricoltura, l'uomo ha selezionato, con l'incrocio, prima, e la mutagenesi, poi, le piante di proprio interesse. Ma solo da pochi decenni si è capito che queste tecniche non hanno fatto altro che operare modificazioni genetiche: di fatto, è da migliaia di anni che ci nutriamo di vegetali Ogm! Con la caratteristica, peraltro, che, per migliaia di anni, le modificazioni genetiche hanno interessato un numero imprecisato e ignoto di geni. Per qualche misteriosa ragione, invece, per dar troppa retta alle associazioni ambientaliste, consideriamo piante Ogm solo quelle che sono tali solo per uno o due geni, peraltro perfettamente noti, grazie alla moderna ingegneria genetica. Altrettanto misteriosamente, solo a esse attribuiamo rischi che, invece, assumiamo assenti dalle varietà tradizionali.
Consideriamo il mais, ad esempio: noi ce ne serviamo per nutrire gli animali, le popolazioni più povere per nutrire se stesse. Uno dei principali parassiti del mais è la piralide, un insetto che, scavando lunghe gallerie all'interno del fusto della pianta, ne riduce notevolmente la produttività e la rende suscettibile ad altri parassiti, alcuni dei quali producono micotossine cancerogene. Le varietà di mais Ogm sono state dotate di un gene (uno solo!) che produce una sostanza, tossica per la piralide ma innocua per l'uomo e per gli altri animali: un mais Ogm si auto-protegge dalla piralide, non richiede trattamenti insetticidi, e risulta privo di gallerie e, quindi, di micotossine. Quali sono i rischi del mais Ogm? Un'imponente ricerca a riguardo, non ha evidenziato alcunché che dimostri che l'inserimento del gene esogeno nella pianta di mais costituisca un pericolo alimentare. In definitiva, l'uso di piante Ogm si sta rivelando un potente mezzo aggiuntivo per il miglioramento della produzione agricola mondiale nel rispetto dell'ambiente.
Ancora più misteriosamente, gli ambientalisti del mondo attribuiscono maggiore sicurezza alle varietà biologiche, che invece sono, potenzialmente, le più rischiose. L'agricoltura biologica rinuncia all'uso di fitofarmaci e antiparassitari, ma senza di essi il vegetale non solo ha produttività inferiore, ma potrebbe sviluppare da sé il proprio farmaco o antiparassitario naturale, spesso tossico e spesso in quantità che non hanno alcun riguardo verso chi, poi, vorrebbe nutrirsene, correndo così il rischio di rimanerne intossicato: non date cibo biologico ai vostri bambini.
Per rendere perfetto il disastro, i Verdi del mondo pretendono che il mais sia usato non per l'alimentazione, ma per la produzione di bioetanolo da bruciare nelle automobili. Troppi governi del mondo non hanno saputo dir loro di no: col risultato che da noi la borsa della spesa e il portafogli si sono alleggeriti, ma altrove il problema della fame si è appesantito. Anche per questo, grazie, Verdi; grazie, associazioni ambientaliste.