Così una ditta meccanica ha puntato sugli incontri spirituali

L'ad persiano di Geico ha voluto una counselor filosofica

Varcare la soglia della Geico di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, dà più la sensazione di entrare in un grand hotel orientaleggiante anziché in un'azienda che realizza impianti per la verniciatura delle auto. Ad accogliere i dipendenti è una grande porta rossa ribattezzata «road to pardis» (paradiso in persiano) e si apre sui duemila metri quadrati del «Giardino dei pensieri di Laura», lo spazio verde coperto e un po' zen che l'amministratore persiano Ali Reza Arabnia ha voluto chiamare con il nome di sua moglie e dedicare al benessere dei suoi dipendenti. Per farli rilassare e stare bene. E proprio per questo in azienda collabora anche un filosofo esecutivo che, durante l'orario di lavoro, riceve chi ha deciso di intraprendere il percorso di dieci incontri di counseling e aiuta a rendere più sereno e fruttuoso il clima tra colleghi.

Che vantaggi arrivano da maieutica e riflessione? Un incentivo alla crescita delle persone, una capacità più forte di rilanciare sulla crisi e un posto nella classifica delle dieci migliori aziende stilata dal Great Place to Work Institute. Ali Reza Arabnia ha sempre detto di credere fermamente nei rapporti umani e nel benessere della persona. La presenza del filosofo aziendale lo aiuta anche a realizzare un altro principio su cui punta molto: «Equilibrare l'intelligenza analitica con quella emotiva per evitare che si trasformi in cinismo. Quando razionalità e creatività si fondono è possibile raggiungere risultati inimmaginabili». Il filosofo che si occupa della terapia dell'anima in ufficio è Elena Belladelli. Sta a lei far fronte a crisi personale, demotivazione, disagio o blocco professionale di chi lavora in Geico riaccendendo pensieri positivi e sviluppando potenzialità inespresse. «Chi sta bene con se stesso lavora meglio - spiega la counselor filosofica -. Non siamo fatti a compartimenti stagni e ovviamente se abbiamo una preoccupazione personale lavoriamo peggio. Abbiamo bisogno di rivolgere lo sguardo a noi stessi per trovare una via d'uscita. Il metodo filosofico pone attenzione al ragionamento e all'analisi interiore basandosi sulla logica ma senza mettere da parte le emozioni».

Grazie al confronto si può capire meglio ciò che stiamo vivendo, ad esempio da cosa sono nate la rivalità o l'astio nei confronti di un collega, come mai si fa fatica o non si osa esprimere una propria idea durante una riunione. Stando ben lontani dagli schemi della psicanalisi e di altre discipline, si impara comunque a prendere in mano le situazioni prima che degenerino, spiega Belladelli, «ci si scopre più presenti a se stessi, in grado di cambiare atteggiamento e affrontare le situazioni».

MaS