Così Hezbollah ha preparato le sue trappole

Andrea Nativi

L’ampliamento della portata delle operazioni militari terrestri decisa dal governo israeliano è una risposta alla evidente incapacità di Tsahal di fermare la imbarazzante pioggia di razzi lanciati da Hezbollah e di aver ragione della resistenza che i combattenti sciiti continuano a dimostrare a dispetto delle pesanti perdite subite.
Ogni chilometro che le truppe israeliane occuperanno in direzione del fiume Litani ridurrà in modo proporzionale il raggio utile dei razzi superficie-superficie Hezbollah. Solo le armi più pesanti (meno mobili, più facili da scoprire e disponibili in numeri ridotti) potranno così essere utilizzate. Inoltre buona parte delle postazioni di lancio preparate prima dell’inizio delle ostilità non potranno più essere utilizzate.
Certo Hezbollah si sta dimostrando un avversario con i fiocchi. I guerriglieri, grazie ad anni di addestramento e alla presenza di consiglieri militari iraniani (l’intelligence stima ci siano in Libano almeno un centinaio di questi tecnici) adottano tattiche sofisticate e impiegano al meglio le armi a disposizione. L’unità tattica base di Hezbollah è una smilza compagnia con una cinquantina di elementi, con ampia autonomia operativa, che spesso si fraziona in plotoni di una ventina di elementi o in team ancora più piccoli, che sanno sfruttare al massimo il terreno, le cave, le grotte e che utilizzano ogni trucco per sfuggire alla sorveglianza dei sensori e dei velivoli israeliani, ottenendo l’effetto sorpresa in attacchi e imboscate. Ad esempio realizzano schermi in materiale plastico e fibra di vetro opportunamente dipinti e coperti con sabbia, sassi, cespugli per nascondere rifugi, postazioni, trincee e buche. Gli stessi materiali sono utilizzati per fabbricare finti massi che contengono potentissime mine anticarro ad effetto laterale. Le rampe di lancio dei razzi nascoste in edifici e centri abitati sono quasi invisibili.
L’intelligence funziona al meglio e i movimenti delle truppe israeliane sono riportati su mappe tattiche utilizzate per pianificare le azioni di contrasto. Addirittura sono disponibili sistemi Sigint di sorveglianza elettronica che ascoltano le trasmissioni radio militari israeliane. Apparati di questo tipo, forniti dall’Iran, sono stati trovati nel caposaldo di Marun El Ras.
Per gli attacchi contro i mezzi corazzati israeliani Hezbollah impiega in modo massiccio i missili controcarro di produzione russa Kornet-E e Metis-M, un gentile cadeau siriano, ai quali si aggiungono vari tipi di lanciarazzi, dagli Rpg-7 fino agli Rpg-29 e persino missili americani Tow originali, finiti in mano alla guerriglia attraverso chissà quali canali. Hezbollah usa anche armi e sistemi catturati a Tsahal sia negli scorsi anni sia nel corso delle odierne operazioni. Ben conoscendo l’elevato livello di protezione dei carri israeliani i guerriglieri preferiscono attacchi ravvicinati, per centrare le parti più vulnerabili.