Così i prof imparano a scovare i bimbi geni

da Milano

Il bambino a scuola si annoia? È iperattivo, non riesce a stare fermo nel banco? Fa domande insolite e bizzarre? Ebbene, cari genitori può darsi che vi troviate di fronte a un bambino super dotato. Non è facile riconoscerlo. Ma in Italia almeno 3 ragazzini su 100 in età da elementare (in media uno per classe) possiede doti intellettive molto superiori alla media. Ora un corso insegnerà ai professori a capire quando c’è un piccolo genio seduto dietro il banco e a comportarsi di conseguenza. Il corso di perfezionamento, primo nel suo genere in tutta Europa, partirà da giugno all’università di Bergamo. A dirigerlo sarà Giuliana Sandrone, docente universitaria di Didattica generale e Federica Mormando, psichiatra e psicoterapeuta. In tutto 120 ore di aula e altrettante di pratica è rivolto agli insegnanti delle scuole italiane per riconoscere, valorizzare e formare bambini e adolescenti intellettualmente dotati.
«La scuola italiana mai prima d’ora aveva ufficialmente riconosciuto l’esistenza di bambini dai molti talenti - spiega Federica Mormando -. Da decenni un malinteso senso di egualitarismo ha reso accessibile a tutti lo stesso diploma, ma nello stesso tempo ne ha sminuito il valore reale». Il primo passo dunque è individuare il superdotato. A partire dalla scuola primaria (6-10 anni) riconosciuto come il periodo più importante nella formazione della mente e dell’animo. Ma chi sono i geni del futuro e come si riconoscono? «Intanto sono bambini che si differenziano dal gruppo - risponde la psichiatra -. Alcuni sono tacciati di handicap intellettivo. Il bambino super dotato si isola, non partecipa, oppure è un iperattivo, manifesta dei disturbi comportamentali che sono solo una reazione, un modo di difendersi». C’è in questo secondo Federica Mormando una grossa responsabilità degli insegnanti che «tendono a preferire i bambini che riescono bene in ciò che gli viene proposto senza creare problemi. I bambini che sono particolarmente dotati fanno domande insolite, hanno un comportamento che può spiazzare e innervosire. Sono rapidi nell’apprendere, si annoiano alle ripetizioni e si sentono disadeguati. Spesso hanno imparato a leggere e scrivere prima di andare a scuola. Mostrano un alto senso della giustizia e mostrano un interesse particolare per i grandi temi della vita». Avrebbero dunque bisogno di incoraggiamento e comprensione. Invece troppo spesso non vengono neppure riconosciuti. Il rischio, corso nelle scuole dove per i super dotati si fa poco o nulla o li si guarda solo con un misto di paura e sorpresa quando riescono a risolvere in una manciata di minuti equazioni lunghe mezzo metro è quello da un lato di non stimolare le nostre future intelligenze e dall’altro di mortificarle a tal punto da creare davvero situazioni patologiche. Il genio non capito si tarpa le ali, oppure cade in depressione o rivolge tutta la sua enorme energia in atteggiamenti aggressivi. «Sappiamo cosa succede a un ragazzino super dotato che nessuno comprende - dice ancora Federica Mormando -. Quello che invece non sappiamo è cosa è successo alla società che ha trattato male i suoi membri più pieni di potenzialità».