Così il Pd taglia le province: nuova sede da 263 milioni

Il presidente romano Zingaretti si regala una megatorre nonostante debiti per 880 milioni. Il Pdl all’attacco: altro che sobrietà, predicano bene ma poi...

Roma Le province c’è chi vuole abolirle e chi invece pensa ad abbellirle. Come Nicola Zingaretti, numero uno della prima provincia italiana per numero di abitanti, quella di Roma, nonché eterno emergente del partito democratico. «Zingaretti è un amministratore ottimo, una personalità notevole, fra le migliori che abbiamo» è l’ultima sviolinata suonata non più di due giorni fa dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un’intervista al Messaggero.

Sarà per festeggiare questa promozione che il fratello di Montalbano (Nicola, come è noto, è il fratello dell’attore Luca) ha deciso di regalarsi una nuova sede per la Provincia. Una torre supermoderna in periferia, all’Eur-Torrino, con 50mila metri quadri per ospitare tutti gli uffici dell’ente, che costerà 263 milioni. Non uno scherzetto per un ente che l’anno scorso ha varato una manovra di bilancio da 597,83 milioni di euro e che malgrado una riduzione di 116 milioni ancora vanta (si fa per dire) circa 880 milioni di debiti. Eppure Zingaretti è sicuro: si tratta della «più importante decisione strategica in campo patrimoniale compiuta da questa amministrazione». Che per portarla a termine ha deciso di vendere un po’ di gioielli della corona. Due giorni fa è stata votata con 28 sì e 9 no in consiglio provinciale la delibera con cui si autorizza l’avvio delle procedure di «riorganizzazione, valorizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare dell’ente».  Notizia passata curiosamente sotto silenzio anche a causa della coincidente inaugurazione della stazione Tiburtina. Sarà un caso?

Di certo tra gli immobili che saranno alienati ci sono edifici di grande pregio come uno in piazza Belli, a Trastevere, che sarà ceduto in permuta per soli 8 milioni; e vari in via di Villa Pamphili, piazza di San Lorenzo in Lucina, piazza del Popolo, via delle Tre Cannelle, via dei Prefetti, via Cavour.

Il centrosinistra naturalmente parla di «razionalizzazione ed efficentamento», ma non può non lasciare perplessi una simile operazione in un momento di grave crisi economica e soprattutto in una fase in cui è messa in dubbio la stessa sopravvivenza delle province come enti intermedi tra regione e comune. «Questo provvedimento - spiega il capogruppo del Pdl a Palazzo Valentini, Andrea Simonelli - non mira a recuperare risorse significative ai fini dell’abbattimento del debito dell’ente, né tantomeno a implementare il livello e la qualità dei servizi al cittadino e ai 121 comuni del territorio provinciale ma solo a un’operazione immobiliare che rischia di impegnare i bilanci non solo di questa legislatura ma anche di quelle future. Un’avventura immobiliare che contrasta in modo inconfutabile con quella presunta provincia “utile e sobria” alla quale il presidente Zingaretti si è spesso richiamato». «Riteniamo il prezzo troppo alto il quadrante Eur: 5.400 euro a mq. E questa operazione immobiliare non è in linea con la legge di stabilità secondo cui la vendita del patrimonio degli enti deve essere finalizzata ad abbattere il debito e non a comprare altri edifici», aggiunge il consigliere del Pdl Anselmo Tomaino.

Si dirà: attacchi politici. E invece il trasloco nella torre futuristica non piace nemmeno ai lavoratori. Il sindacato di base Usb da mesi sta conducendo una battaglia contro l’acquisto della megatorre sita in una zona «già ampiamente compromessa per la congestione del traffico urbano, l’insufficienza dei mezzi di trasporto urbano e l’abuso edilizio che ha segnato gravemente il territorio». Ma Zingaretti non sembra arretrare di un passo: muove la Torre e si arrocca.