Così le quote arcobaleno cancellano il merito 

Stabilire il principio di riservare una quota ad una categoria svantaggiata è devastante

Capisco e apprezzo le ragioni che han­no portato il Parlamento ad approva­r­e le quote rose nei consigli d’amministra­zione. Però lasciatemi dissentire nel no­me della tanto evocata Costituzione e nel nome di una società responsabile, fonda­ta sul riconoscimento dei meriti persona­li. Non userò i soliti argomenti sulla morti­fi­cazione della donna ridotta a quota pro­tetta, come i panda, o con le aree riserva­te, come per gli handicappati.

Né critiche­rò il sessismo rovesciato, il femminismo ridotto ad assistenzialismo o la nuova lot­tizzazione in quote. No, dico che stabilire il principio di riservare una quota ad una categoria svantaggiata è devastante. Si potrebbe far valere lo stesso princi­pio per numerose categorie. Quota azzur­ra per i giovani, categoria svantaggiata in una società di anziani, anche al fine di svecchiare il Paese e rinnovare i ranghi. Quota rossa per chi proviene da famiglie povere e parte da un’ingiusta disegua­glianza di opportunità. Quota nera per gli immigrati di colore che risentono di pre­giudizi storici e per i profughi e gli esuli da tutelare.O,all’inverso,quota verde pada­na per i residenti e i concittadini.

Quota marrone per i provenienti da zone obietti­vamente disagiate, periferie invivibili e degradate, aree colpite da terremoti, allu­vioni, criminalità organizzata. Quota gial­la per le minoranze etniche, religiose, per­seguitate o comunque svantaggiate. Quo­ta grigia per gli anziani, categoria fragile da tutelare. Quota bianca per i portatori di handicap e coloro che hanno seri pro­blemi di salute. Quota fucsia per i pentiti di malavita, droga, illegalità che hanno difficoltà a reinserirsi nel lavoro e vanno incentivati nel loro pentimento. E potrei ancora continuare... Quando avremo composto un arcobale­no di protetti che risulteranno la maggio­ranza della popolazione, dovremo scre­marli, visto che sono troppi: allora li sele­zioneranno al loro interno preferendo i più svantaggiati tra loro o i più bravi?

E infine, dove manderemo quelli che per fortunata disgrazia non hanno alcuno svantaggio di partenza e sono semplice­mente capaci e meritevoli, come dice la Costituzione? No, per favore, non volate in quota, tornate a terra.