Così la scuola sforna studenti sempre più analfabeti

I liceali del Sud sono in drammatico ritardo rispetto al Nord, il dato peggiora di anno in anno. E per numero di laureati siamo davanti solo a Turchia, Austria e Indonesia

La scuola italiana produce analfabeti. Persone che non sanno comprendere un breve testo letterario e non sanno fare semplici operazioni matematiche. Soprattutto nelle scuole del Sud la situazione è drammatica, al limite dell'emergenza vera e propria: gli studenti liceali delle scuole del Mezzogiorno hanno competenze matematiche inferiori rispetto agli immigrati di seconda generazione che studiano nelle scuole del nord. Con queste premesse è ovvio che, finiti i 5 anni delle superiori, pochissimi riescono a laurearsi.

Per numero di laureati siamo, tra i Paesi Ocse, quartultimi prima solo di Turchia, Indonesia e Austria: appena il 23,56% degli uomini e delle donne tra i 25 e i 34 anni ha una laurea in mano rispetto ad una media Ocse del 41,46% (dati 2014). In Europa (dati 2016) siamo penultimi prima solo della Romania.

Se si guardano con attenzione i numeri pubblicati dal sito Truenumbers.it sullo stato dell'educazione in Italia si resta annichiliti dallo sconforto e, soprattutto, si resta impressionati di come il problema della preparazione scolastica sia uno dei grandi tabù dell'informazione e del dibattito politico. Ma proprio questi dati, spietati, fanno capire il motivo per il quale la stragrande maggioranza del mondo della scuola (studenti ma soprattutto insegnanti) non vogliano attribuire ai test Invalsi nessuna autorevolezza e si sia arrivati addirittura al loro boicottaggio. Il motivo è che i test Invalsi dimostrano il crack del sistema scolastico nazionale del quale nessuno ha interesse a parlare. Anche perché bisognerebbe rispondere alla semplice domanda: come mai siamo il quarto Paese più ignorante tra i Paesi Ocse dopo Indonesia, Cile e Turchia? Come mai il 38,03% degli italiani adulti non riescono a comprendere il significato di un breve testo o compiere elementari operazioni matematiche? Esclusa l'ipotesi dell'inferiorità genetica, resta solo una spiegazione: la scuola produce analfabeti.

E li produce soprattutto nel Mezzogiorno. Vediamo perché. I test Invalsi del 2017 sulla capacità di comprensione di un testo da parte di ragazzi che frequentano la seconda superiore, hanno fissato in 200 la media dei risultati delle scuole italiane, ma con differenze regionali spaventose. In pratica le scuole delle Regioni del Nord hanno punteggi superiori alla media mentre le scuole delle Regioni del Sud hanno punteggi inferiori alla media.

Essendo test che non prevedono alcun giudizio discrezionale, ma solo la verifica delle risposte (sì/no, giusto/sbagliato) è chiaro che il fattore umano non c'entra e che i test dimostrano il drammatico ritardo delle scuole delle Regioni del Mezzogiorno. Ritardo che è confermato se si confrontano i risultati raggiunti dai ragazzi che frequentano la seconda classe delle scuole superiori settentrionali (pubbliche e private, licei e istituti tecnici) i cui padri sono immigrati con quelli dei ragazzi nativi italiani del Sud. Risultato: sono più bravi i figli degli immigrati.

Di fronte a un dramma educativo di queste dimensioni, il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli continua a dare segnali profondamente contraddittori: da una parte intende sperimentare «il liceo in 4 anni», dall'altra si è detta favorevole a porre l'età della scuola dell'obbligo a 18 anni. I titoli sui giornali sono assicurati, ma il problema del disastro scolastico è molto antecedente al liceo. Se si confrontano i dati dei test Invalsi realizzati sui ragazzi di terza media nel 2016 con quelli realizzati nel 2015 si scopre che i ragazzi che frequentano la terza media nel 2015 hanno prodotto risultati migliori di quelli che l'hanno frequentata l'anno successivo, sia in italiano che in matematica.

Tenendo anche conto di possibili errori statistici o di rilevazione, è impressionante che i ragazzi toscani del 2016 abbiano, in matematica, un punteggio inferiore di 12,04 punti rispetto ai ragazzi dell'anno prima. O che nel 2016 i ragazzi delle «terze medie» calabresi siano il 16,45% meno competenti in matematica e il 10,41% meno competenti in italiano, rispetto ai loro colleghi che erano in terza media nel 2015. Il miglioramento più significativo, tra i pochissimi che i test hanno rilevato, c'è quello dei ragazzi che hanno frequentato la terza media in Molise nel 2016: in italiano sono più bravi del 7% rispetto ai loro predecessori. Per il resto il disastro è scritto nei numeri.

Commenti

sakai389

Dom, 27/08/2017 - 09:09

La preparazione di un ragazzo non si può accertare con il giochetto delle probabilità o del caso. E, i docenti di oggi, non sono quelli di ieri....ma in senso negativo.

prohalecites

Dom, 27/08/2017 - 09:24

provare per credere.... d'altra parte è sorprendente avere così pochi laureati (cioè diplomati, l'italia è l'unico paese al mondo dove ti devo proclamare dottore dopo tre anni di corsini, e questo già chiarisce abbastanza il problema)perchè in genere basta iscriversi e gli esami li passi alla svelta, anche al Nord. La riforma universitaria reale sarebbe semplice, una sola frase: è abolito il valore legale della laurea. Chiuderebbe subito il 50% delle università, diminuirebbe ancora il numero di laureati, ma almeno quelli avrebbero imparato qualche cosa. però, non sarà mai una sindacalista a sistemare le cose....fate fare a lei la prova Invalsi!

Giorgio5819

Dom, 27/08/2017 - 09:25

La scuola comunista ha prodotto il grumo di parassiti che ci sta governando ... Non basta?

upetrucci

Dom, 27/08/2017 - 09:26

ho un nipotino che fa le elementari a milano e noto che non capisce nulla e proprio la scuola che non funziono. e da rimpiangere il Grande Giovanni Gentile. per questo siamo governati da asini.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 27/08/2017 - 09:26

La scuola italiota è un postificio specialmente al sud, laureati non si sa come si piazzano a scuola a prendere il posto sicuro, poche ore, pensione certa. Tutto otchestrato da sinistra e sindacati. Poi se mettono afare il ministro una semianalfabeta danno l'esempio che la scuola non serve.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 27/08/2017 - 09:31

C'è poco da ridere, secondo i dati UE, l'attenzione dei ragazzi è passata da una media di 25 minuti (di 30 anni fa) a meno di 3 di oggi. Inoltre si è demonizzata la figura dell'insegnante, spesso aggredito da genitori iperprotettivi nei confronti dei figli. Una volta prendevi una nota ed erano guai, oggi nei guai ci va l'insegnante per una nota. Infine, non ci dimentichiamo i programmi attuati da 'agenzie culturali' poco raccomandabili che da decenni hanno mirato ad un graduale impoverimento della struttura educativa ai fini di produrre ebeti acritici.

Ritratto di Giovanni da Udine

Giovanni da Udine

Dom, 27/08/2017 - 09:36

Questa di differenza di preparazione scolastica tra Nord e Sud è nota da decenni, non da ieri, e nasce dalle elementari ma inevitabilmente arriva fino alla laurea! Tuttavia, incredibilmente, i voti di laurea degli studenti del Sud sono regolarmente superiori a quelli dei loro colleghi del Nord! Questo starebbe a significare che gli studenti del Sud, durante il periodo universitario compiono un tale miglioramento culturale e di preparazione che, non solo riescono a pareggiare il divario iniziale con i loro colleghi del Nord ma addirittura li scavalcano! Ciò comporta che i curricula scolastici dei laureati del Sud sono mediamente migliori di quelli dei laureati del Nord con tutti i vantaggi che ne conseguono nei concorsi pubblici e nelle assunzioni in genere! Questa discriminazione comporta che le pubbliche amministrazioni, che assumono per concorsi in cui ad un voto di laurea maggiore corrisponde un punteggio superiore, sono invase da laureati del Sud.

Happy1937

Dom, 27/08/2017 - 09:36

La scuola è in decadimento da decenni per l'appiattimento al basso e l'eliminazione della meritocrazia. Conosco tanti bravissimi Professori che si lamentano di dover promuovere gli asini perché in sede di consiglio di classe un 3 o un 4 viene automaticamente cambiato in un 6 politico. Alla fine il decadimento è stato certificato con la nomina di una con la terza media a Ministro dell'Istruzione e dell'Università.

guardiano

Dom, 27/08/2017 - 09:36

La buona scuola è esattamente in linea col grado di istruzione del suo ministra.

Ritratto di Angelo Rossini

Angelo Rossini

Dom, 27/08/2017 - 09:40

Io capisco che la linea editoriale del Giornale sia volta a gettare discredito su tutto e tutti al di la della realtà ma questo articolo è un insulto a scuola e studenti che sono tutt'altro di quanto descritto. Parli Marco Cobianchi con i ragazzi del sud del nord e del centro e capirà la gratuità del suo scritto.

al43

Dom, 27/08/2017 - 09:42

Mio nipote, prima media, ha un insegnante di tedesco, classico impiegato della scuola di origine meridionale, che durante l'anni ha svolto un programma risibile e che gli ha appioppato ben 47 schede per le vacanze. l'altro, quinta elementare ha invece un insegnante di tecnologia (come sopra) che come parte principale del programma ha svolto un tema riguardante la immigrazione (forse perche a alto contenuto tecnologico) con un orientamento che vi lascio indovinare. Forse bisogna cominciare a licenziare un po di questi insegnanti e pensare di riqualificare l'intero corpo docente.

VittorioMar

Dom, 27/08/2017 - 09:52

..NON C'E' UNA BUONA O CATTIVA SCUOLA,C'E' LA SCUOLA CON I SUOI PROGRAMMI!!..UNA OTTIMA SCUOLA FU QUELLA DI CROCE E GENTILE !! ..RIDATEMELA !!..E LA BORBONIA ANCHE OGGI HA PAGATO LA SUA TASSA DEL PREGIUDIZIO E DEL PRECONCETTO !!!..BUONA GIORNATA BORBONIA !!

Gianmario

Dom, 27/08/2017 - 09:53

Con una MinistrA asina cosa volete aspettarvi...

Ritratto di giorgio51

giorgio51

Dom, 27/08/2017 - 10:02

Non è mai troppo tardi se ve ne accorgete adesso, dono decenni che si sfornano analfabeti arroganti

Tergestinus.

Dom, 27/08/2017 - 10:16

Happy1937 ha descritto esattamente la realtà delle cose. Non si deve mai dimenticare che lo stipendio dei presidi dipende dalla "complessità" dell'istituto, e uno dei principali parametri della complessità è il numero di alunni. Quindi più alunni più è pagato il capo (mentre un insegnante può avere l'orario su un numero di classi variabile da 1 a 18 a seconda delle materie insegnate ma riceve sempre lo stesso stipendio). Ciò premesso, l'unica "buona scuola" possibile in Italia si otterrà soltanto ripristinando in toto la normativa del 1923.

aldoroma

Dom, 27/08/2017 - 10:17

LE BUFALE DI MATTEO

Tarantasio

Dom, 27/08/2017 - 10:18

hahaha, al sud inflazione di maturità con voti di 100/100 ... todos caballeros

Popi46

Dom, 27/08/2017 - 10:22

La frana ha cominciato a muoversi negli anni '70, sotto lo sguardo compiaciuto di chi era ideologicamente favorevole al "6 politico" . Ora è tardi,purtroppo, per mancanza di insegnanti che dovrebbero formare insegnanti futuri. La "buona scuola" ultima ciliegina e stop, tanto la Scuola non esiste più

rossini

Dom, 27/08/2017 - 10:26

E che cosa vi aspettavate da una ministra della Pubblica Istruzione col diploma di scuola media?

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Dom, 27/08/2017 - 10:28

io insegno matematica alle scuole superiori ad Arezzo e vi garantisco che il livello degli alunni che arrivano in prima è drammatico. salvo eccezioni, alle elementari ed alle medie hanno fatto poco o nulla e, in più, li hanno anche abituati che si passa automaticamente. nel biennio, ormai, metà degli alunni viene bocciata a raffica e poi smette. per quanto riguarda le prove Invalsi, molti argomenti non si riesce a farli proprio perchè bisogna spiegare le stesse cose e fare esercizi migliaia di volte. i genitori, poi, è meglio lasciarli perdere. l'alternanza scuola-lavoro è un'altra idiozia che fa perdere tantissime ore di lezione; basterebbe uno stage di un paio di settimane, magari d'estate, per quelli bravi. la scuola superiore italiana è migliore della media europea, ma l'idea è proprio quella di abbassarla e farne un ignorantificio. sulla Fedeli, poi, avrei molti aggettivi ma verrei censurato

jaguar

Dom, 27/08/2017 - 10:35

Io dico che non ha senso avere tanti laureati se poi per trovare lavoro devono espatriare. Purtroppo oggi le università italiane creano disoccupati, quindi per i ragazzi meglio fermarsi prima, si risparmia tempo e soprattutto denaro.

Ritratto di primulanonrossa

primulanonrossa

Dom, 27/08/2017 - 10:46

^°@°^ Ma in compenso sforna bulli e bulletti di prima qualità che fanno tanto trend , molto spesso si impegna nell' emarginare chi ha veramente voglia di studiare e impegnarsi etichettandolo come secchione sfi**to. D'altronde dà una scuola degenere figlia del voto politico del 68 ed oltre, cosa ci si poteva aspettare ??

adal46

Dom, 27/08/2017 - 10:49

Profilo sempre più basso per far entrare tutti: e questo è il risultato, senza dimenticare quei genitori che minacciano la scuola se bocciano il figlio.... poveretti loro e pure noi.

Ritratto di nando49

nando49

Dom, 27/08/2017 - 10:50

Se il futuro del paese si basa sulla preparazione degli studenti sulle nuove tecnologie "siamo rovinati ".

Cheyenne

Dom, 27/08/2017 - 11:42

prohalecites, L'UNICA RIFORMA SAREBBE TORNARE A QUELLA GENTILE-BOTTAI. AMEN. LA SCUOLA E' FATTA PER CHI VUOLE STUDIARE NON PER QUELLI CHE IMPEDISCONO UN BUON INSEGNAMENTO; PURTROPPO ABBIAMO UNA CLASSE DOCENTE SINISTRATA IN TUTTI I SENSI.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Dom, 27/08/2017 - 12:26

I COMUNISTI SONO INETTI IN TUTTO A COMUNICARE DALLA SQUOLA. LA SEMIANALFABETA MINISTRO VORREBBE PORTARE L'OBBLIGO A 18 ANNI COSI' I FANNULLONI SVOLGIATI E CASINISTI INVECE DI LIMITARSI A DISTURBARE E ROVINARE LE CLASSI DEL BIENNIO DISTURBERANNO E ROVINERANNO TUTTE LE CLASSI FINO ALLA 5^. PROPRIO UNA BELLA PENSATA DEGNA DI RENZIE E DEL SENZAPALLE SUO SUCCESSORE !!

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Dom, 27/08/2017 - 12:28

@Angelo Rossini E' PROPRIO PERCHE' ABBIAMO PARLATO CON GLI ASINI ALLE VARIE LATITUDINI CHE CONFERMIAMO AL 100 % TUTTO QUELLO CHE E' SCRITTO IN QUESTO ARTICOLO !!!

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Dom, 27/08/2017 - 12:29

@ Angelo Rossini MA CHE LINEA EDITORIALE. LA SCUOLA PUBBLICA E' PESSIMA CADE A PEZZI MANCA DI MATERIALI ED E' PIENA DI ASINI PERFINO TRA I DOCENTI

pier1960

Dom, 27/08/2017 - 12:41

che scoperta! questo governo tagli i servizi destinati alla gente comune (scuola PUBBLICA, sanità PUBBLICA ecc.) e stanzia MILIARDI (chi non ci crede guardi il bilancio statale e le varie manovre) per finanziare l'invasione di cui beneficiano quelli intrallazzati con coop onlus cattoliche. Inoltre PD e vaticano sperano di rimpolpare i ranghi dei loro seguaci con i clandestini, visto che gli italiani girano loro le spalle

agosvac

Dom, 27/08/2017 - 12:57

Sarei curioso di conoscere il livello culturale di chi ha scritto questo articolo. A mio parere dovrebbe essere piuttosto scarso. Non è la scuola del Sud che lascia a desiderare, è la scuola in genere sia al Sud che al Nord.

curatola

Dom, 27/08/2017 - 13:06

che la scuola faccia perdere tempo agli alunni é la scoperta dell'acqua calda. Nell'italietta non ci si confronta con le scuole di tutta europa e gli scambi sono ridotti a gite. Avremo una serie di titolati senza competenze e senza esperienze perchè ci si affaccia al mondo del lavoro tardi e le imprese non sono incentivate ad ospitare e formare assieme alla scuola che resta un mondo piccolo e vecchio. Si sinsegna la matematica dell'ottocento come fosse un linguaggio fine a se stesso. Si muore di formalismo noioso e indigesto. Del resto ormai la scuola é uno stipendificio e un contenitore di voti sinistri. Sappiamo che fine ha fatto la BS di Renzi che offriva in cambio migliaia di assunzioni. Peggio per noi che lasciamo i nostri ragazzi soli affidandoli a questa scuola. Lo so é comodo ma poi si spiega la difficoltà a trovare lavoro affidata com'é alla buona volontà di una specie in estinzione: gli imprenditori. Poveri ragazzi....

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Dom, 27/08/2017 - 13:20

Esatto: fabbrica solo analfabeti. Sopratutto quando è piena dei figli dei migranti (quei pochi che arrivano con prole da mantenere, istruire e curare da malattie indicibili ....). Questo Governo è morto, defunto, alle prossime elezioni boom di Casa Pound, Forza Nuova, Fratelli d'Italia, Lega Nord ... e a processo i governanti che non hanno fermato l'invasione.

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Dom, 27/08/2017 - 13:32

Ma, giusto per dire, negli ultimi vent'anni, per quanti anni abbiamo avuto ministri dell'istruzione di destra? O la colpa è solo dell'ultima? Boh... strane cose, e strani dati. Ma la mia vera domanda è un'altra. Come sono andati nei test Invalsi i forzanuovisti di Pistoia? E Salvini? Comprendono un testo scritto? Sanno le quattro operazioni?

frapito

Dom, 27/08/2017 - 14:02

Una cosa che non viene quasi mai detta, e se detta, non viene dato il giusto risalto, che il vero test di esame avviene al di fuori della scuola ed al cospetto dei datori di lavoro che pretendono quasi sempre una preparazione superiore a quella scolastica. A me personalmente, che sono un elettrotecnico, hanno preteso una preparazione in elettronica e non tanto superficiale. Fortunatamente l'avevo. Praticamente dietro l'allarmante disoccupazione giovanile, vi è anche la scarsa preparazione e la scarsa appetibilità tecnica culturale dei giovani che vengono scartati senza appello o esame di recupero, e a poco valgono i genitori che si lamentano con i professori dei voti scarsi, vadano a lamentarsi con i datori di lavoro ... se ci riescono. I tempi sono cambiati, la conoscenza è aumentata in tutti i campi e gli insegnamenti scolastici sono crollati. Che aspettative si pretendono? Chi si indigna di quanto si dice sugli studenti e sulla scuola di oggi, è meglio che torni a scuola.

@ollel63

Dom, 27/08/2017 - 14:33

no! fabrica asini di sinistra con anello al naso, cappucc per coprire etto rosso calato sugli occhi e sulle orecchie per coprire l'assenza totale di cervello pensante.

fifaus

Dom, 27/08/2017 - 15:32

agosvac:le spiace rileggere con calma l'articolo, che non riporta giudizi ma regitra solo numeri percentuali. Del resto, un popolo di ignoranti è più facile da gestire.

leo_polemico

Dom, 27/08/2017 - 17:20

Sarò ripetitivo ma il volere una "scuola di tutti" ha ottenuto l'unico risultato di avere una "scuola di tutti asini". E' inutile parlare della scarsa preparazione dei nostri giovani quando sono tutti promossi e con il massimo dei voti. Cinquantacinque anni fa in prima superiore eravamo in 34 in classe, nessuno si lamentava per il numero, ma in seconda siamo rimasti in 22: e nessuno si lamentava dei troppi bocciati. E non voglio parlare dell'altrettanta scarsa preparazione di molti "cosiddetti" insegnanti (volutamente tra virgolette) già figli degli esami di gruppo e del sei politico, che pensano di essere democratici, difendendo i loro allievi peggiori e più indisciplinati. Ed ora ci dobbiamo sorbire anche il ministro sindacalista che vorrebbe la scuola fino a 18 anni dopo che, negli anni precedenti, sono stati sconvolti i programmi inserendovi dei veri e propri buchi vuoti: sarà certo una manovra per avere voti alle prossime elezioni.

agosvac

Dom, 27/08/2017 - 17:46

Egregio fifaus, la statistica è quella scienza che se lei si mangia un pollo ed io non mangio niente ci siamo mangiati mezzo pollo ciascuno. Voglio dire che i dati statistici, basati su percentuali, non sono sempre validi, si devono anche sapere leggere secondo le situazioni.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 27/08/2017 - 17:47

@dr.Strange - immagino la cosa e ti capisco. Penso che la buona scuola sia un fallimento, costoso e con risultati scadenti. Un diploma non viene negato a nessuno, anche se il livello di conoscenze è molto basso. Rimpiango la vecchia scuola, che con un quarto dei professori riusciva a forgiare tecnici in numero maggiore e con migliore preparazione, in rapporto ai tempi. Spesa enorme, correlata di bassi stipendi. Per aumentare i voti?

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 27/08/2017 - 17:50

Mi piacerebbe sottoporre la fedeli(minuscolo d'obbligo) alla prova Invalsi, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate...

titina

Dom, 27/08/2017 - 17:56

le conseguenze della politica: tutti promossi.

Ritratto di marystip

marystip

Dom, 27/08/2017 - 19:07

La scuola pubblica da anni non insegna più niente, più che altro viene utilizzata come luogo di ricovero dei ragazzi perchè i loro genitori, le madri specialmente (mo offendetevi pure) sono impegnate in altre attività. Per la donna, oggi, fare la madre è troppo faticoso, meglio portare a spasso un cane, raccogliere la sua cacca piuttosto che quella di un neonato, farsi un tatuaggio, frequentare la palestra, andare a ballare, messaggiare col cellulare. Fra poco, quando Ali Mohammed Allah prenderà il potere le rivestirà tutte e la festa sarà finita.

lividanddisgusted

Dom, 27/08/2017 - 19:45

Qualcuno finge di sorpendersi? Sa sempre le scuole terroniche sfornano ignoranti ma con voti altissimi. Da sempre chi non riesce a superare la maturità nella parte civile dell'italia non ha che da iscriversi da privatista nel profondo per passare magicamente a pieni voti. Da sempre le università del sud, messina, reggio calabria, napoli, sfornano 110 e lode analfabeti dietro pagamento di tangenti, e lo schifo è che il loro voto vale tanto quanto quello dei ragazzi del nord che invece studiano davvero. Da sempre gli insegnanti di terronialand, ignoranti e sguaiati, vengono a rubare posti di lavoro nelle scuole del nord. E tutti questi non fanno che vomitare il loro disprezzo verso le regioni del nord. Facciamo una cosa: ognuno a casa sua! Al nord di sudici siamo stufi di averne!

giorgiota

Dom, 27/08/2017 - 20:45

Al sud c' ancora una concezione molto mnemonica dello studio: mi ricordo dei tanti insegnanti che " spiegavano" leggendo il libro di testo in aula. In fondo non è un male considerati gli ottimi risultati di noi meridionali negli studi giuridici e pedagogici, tanto richiesti ( specie i primi) ne concorsi pubblici.

Ritratto di ateius

ateius

Dom, 27/08/2017 - 21:12

va detto che la sinistra che monopolizza da sempre la "cultura" e l'Istruzione nel paese, privilegia la quantità rispetto alla qualità.- ad ogni immigrato minore che entra.. i politici si spellano le mani per garantirgli anzitutto un banco ed una seggiola in una aula scolastica.. un professore magari di sostegno o facilitazioni come "DSA economico".. e poi che cosa combina.. poco importa.- la sua istruzione è garantita e siamo TUTTI più contenti.- e tutti più ignoranti.

fifaus

Lun, 28/08/2017 - 09:37

agosvac: condivido quanto lei dice sulla statistica e fa riflettere il riferimento alle situazioni. L'Italia è un paese a macchia di leopardo: presenta situazioni di eccellenza e anche situazioni di profonda arretratezza, numericamente più consistenti