«Costa cancella le idee della Chiesa»

La giunta Burlando ha cancellato il buono scuola e reso più difficile per i più poveri scegliere liberamente la formazione più adeguata per i propri figli. Massimiliano Costa fa finta di non aver voluto questo scempio e non trova di meglio che denunciare oscure trame di Cl. In realtà è in atto, da parte di forze da sempre ostili alla libertà di educazione, un'offensiva contro i provvedimenti che la precedente giunta ligure aveva approvato per dare concreto avvio al diritto fondamentale delle famiglie di educare i figli in un sistema scolastico veramente paritario. La legge ligure era tra le più avanzate sul fronte dei principi in quanto, facendo riferimento a quel cardine della Dottrina Sociale della Chiesa che è il principio di sussidiarietà, rendeva la famiglia protagonista prioritaria del sistema educativo. Altrettanto importante era la modalità con cui tale principio veniva concretizzato: a partire dalle famiglie più bisognose e più numerose, veniva riconosciuto un rimborso esclusivamente per quelle spese (inique) sostenute per la frequenza e l'iscrizione nelle scuole paritarie. È tanto vero tutto ciò che i nemici della libertà di educazione si attivarono da subito per abrogare il «buono scuola» tramite l'unico referendum popolare ligure, quello dell'aprile 2003. Consultazione che ebbe un esito straordinariamente favorevole alla legge: oltre i 3/4 degli elettori si rifiutò infatti di abrogare i «buoni scuola» votando per il no o scegliendo di non andare a votare.
La mediazione in politica va attuata, ma si realizza solo in forza di una nettezza di giudizio che appare ormai svenduta in nome di alcuni presunti benefici pratici, sicuramente non condivisi dalle oltre 10.000 famiglie che hanno potuto scegliere un po' meno faticosamente le scuole paritarie in Liguria. Sarebbe stato più onesto se i «margheriti»" della giunta Burlando avessero ammesso di non avere la forza politica per conservare il «buono scuola» perché figli della cultura statalista e succubi dei comunisti. Dimostrando una sostanziale impotenza pari a quella esibita dai «margheriti» al governo nello scontro sulla bioetica con il ministro Mussi.
Massimiliano Costa sembra non ricordare che l'iniziativa di sostegno al buono scuola e il tentativo di intervenire per cercare di salvaguardare la libertà di scelta educativa delle famiglie vede in prima fila numerosi soggetti laici e cattolici (dal Forum delle Associazioni Familiari, all'Agesc, alla Fidae, alla Fism, ecc.), che hanno sottoscritto un documento comune e proposte condivise di miglioramento della delibera, ovviamente respinte da Costa e i suoi amici.
Il problema non è quindi quello di un soggetto isolato presunto fiancheggiatore di Forza Italia, ma di un ampio movimento popolare che vuole che nella politica italiana e ligure ci sia ancora spazio per battaglie di libertà. Per questo in politica ci vanno delle persone che accettano la sfida di seguire l'esempio di uomini come De Gasperi e don Sturzo i quali, in virtù della propria fede, hanno saputo costruire il sistema democratico in cui viviamo.
*Vice presidente
Parlamento Europeo(Fi)