A Cremona la storia si fa con i quaderni

L’archivio di Stato invita a consegnare temi e compiti: «Dicono come cambiamo»

da Cremona

«La Carolina, appena alzata, va a scopare le stanze e poi va a spolverare i mobili. Va a vestire il fratellino, pulisce gli stivali, prepara la colazione; sbuccia i piselli e i fagioli, risciacqua l'insalata. La Carolina non si ferma mai un minuto e aiuta tanto la sua mamma. Questa bambina è un vero tesoro».
I ricordi scorrono sui fogli vergati da Maria Cazzaniga. Volano, i ricordi, volano fuori dal quaderno polveroso di una scolara del 1898. E diventano storia. È una schiera chiassosa di pagine ingiallite che bussa insistentemente alla porta del presente: temi dettati dalla maestra, pensierini, problemi di matematica, parole e numeri in marcia sulla lunga strada del tempo. Uno sull’altro possono dire molto sull’Italia: chi eravano, chi siamo, chi saremo. Parole, idee, cronaca. Il racconto personale che diventa globale: un bene di tutti come una fotografia in movimento o una ripresa che si ferma. Lì c’era qualcuno: il racconto si fa vivo. È un patrimonio che qualcuno non vuole buttare. L'archivio di Stato di Cremona invita i cittadini a rovistare nelle soffitte e nei cassetti per raccogliere questi cimeli. Che al pari della storia di Carolina potrebbero diventare materiale di studio e rientrare in un progetto più ampio di riflessione sulla storia della scuola, delle discipline scolastiche e delle pratiche di insegnamento tra passato e presente.
«Già nel 2005 all'Università cattolica di Brescia - afferma Monica Ferrari, direttore del Centro interdipartimentale per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali scolastici ed educativi dell'università di Pavia - si è organizzato a cura del professor Luciano Pazzaglia un convegno sui quaderni scolastici, importante fonte di ricerca per la storia dell'educazione da tempo ampiamente sfruttata in altri Paesi europei. In un momento in cui molti studiosi del nostro e di altri Paesi stanno discutendo su questo tema il Centro di ricerca è interessato a tale dibattito. Tuttavia, abbiamo ricevuto un finanziamento dalla Regione Lombardia per lavorare a un progetto di censimento descrittivo degli archivi di alcune scuole delle città di Pavia e Cremona. E questo sarà il prioritario argomento del nostro lavoro».
Quanto all'appello lanciato dall'archivio di Stato di Cremona, esso punta a strappare dal dimenticatoio ritagli di passato che potrebbero rivelarsi preziosi. Come sottolinea la direttrice Angela Bellardi: «Chiediamo ai cremonesi di non buttare queste testimonianze e di consegnarle a chi può farne tesoro. Abbiamo già del materiale proveniente da alcune famiglie nobili di Cremona».