«Crescere insieme» per aiutare i ragazzi soli

Stefania Antonetti

L’Opera don Luigi Guanella con la «Casa dell’Angelo», a un passo dalla chiusura degli istituti per minori, presenta il progetto «Crescere Insieme», a sostegno dei ragazzi «tutelati» vicini alla maggiore età.
Si tratta di un’iniziativa prima di tutto culturale che, partendo dalle numerose esperienze della Consulta diocesana per le attività in favore dei minori e delle famiglie, punta a realizzare sul territorio compreso fra la Valpocevera e il medio-ponente alcuni progetti destinati alla tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi in difficoltà. Infatti «il progetto "Crescere insieme" valorizza e consolida l’esperienza dell'Opera don Guanella a Genova per l'accoglienza dei minori allontanati dalla famiglia d'origine - sottolinea don Marco Greca, direttore de "La Casa dell’Angelo" -, e guardando al 2006, anno fissato per la chiusura degli Istituti, occorre che il tema dell’inserimento e dell’emancipazione di questi cittadini più deboli entri nel dibattito culturale della città e fornisca spunti per la progettazione del Piano regolatore sociale».
L’idea è dunque quella di creare una serie di iniziative volte esclusivamente ad aiutare tutti quei ragazzi che al compimento del diciottesimo anno di età sono invitati dalla legge ad uscire dalle varie comunità di accoglienza. È la fase in cui «l’attenzione deve essere massima perché il rischio è alto - aggiunge don Marco - ed è per questo motivo che abbiamo cercato di articolare il progetto su diversi livelli, per non invalidare il lavoro di recupero svolto nel tempo all’interno della comunità».
Il progetto elabora innanzitutto il sostegno a favore di quei ragazzi che, vicini alla maggiore età, cercano di rientrare nelle loro famiglie d’origine, dopo le valutazioni sui nuclei familiari da parte degli operatori della comunità e quelli dei servizi sociali. Per coloro poi che non possono rifugiarsi in famiglia è stato ideato il progetto «Mansarda», ossia uno spazio protetto suddiviso in due alloggi all'interno della struttura diretta da don Greca, dove i ragazzi imparano a vivere in piena autonomia, ma non in solitudine. Con gli stessi obiettivi e sempre con la promozione da parte del Comune e della Regione e con il sostegno finanziario anche da parte della Fondazione Carige, è in programma anche, con i medesimi obiettivi, l’allestimento di un appartamento protetto nel quartiere di Borzoli.
Non mancano infine percorsi formativi e di sensibilizzazione rivolti agli adulti direttamente interessati al progetto, con particolare attenzione agli educatori; ma anche formazione e sostegno per le famiglie d’appoggio vicine all’esperienza dell’affido e azioni di accompagnamento per i ragazzi coinvolti.
«Il nostro consiglio d’amministrazione in quest’ultimo anno ha acceso i riflettori sul disagio giovanile - afferma Pierluigi Vinai, consigliere della Fondazione -. Siamo intervenuti a sostegno di questa grande "famiglia" che ha bisogno di aiuto con un finanziamento iniziale di 200mila euro e qualora avrà bisogno di altre risorse ce ne occuperemo».