Crisi, così Europa e Stati Uniti buttano via i soldi "Privilegi, sussidi e sprechi piegano l'Occidente"

Sulle ragioni della crisi l'economista Dambisa Moyo spiega: "I governi si occupano (male) di tutto. Buttando via i soldi". E denuncia la miopia del Vecchio Continente e degli Stati Uniti: "Non hanno finanziato l'innovazione". E sullo statlismo: "Non spetta agli esecutivi occuparsi delle banche"

Dambisa Moyo non è una provocatrice. Non lo è neppure quando dice che la carità uccide, quando racconta che gli aiuti dell’Occidente stanno devastando l’Africa. Non è un’economista che va alla ricerca del successo sparando tesi che ti squartano lo stomaco. Questa donna è semplicemente vera. Dice quello che pensa. E può permetterselo. È nata a Lusaka, in Zambia. È finita a Harwar e poi a Oxford. Ha fatto una breve esperienza alla Banca Mondiale e per più di quindici anni ha lavorato come analista a Goldman Sachs. Quando parla della sua vita dice che ha avuto molta fortuna. «Ho avuto genitori che credevano nella cultura. Ho studiato in Zambia con le prime scuole pubbliche. Qualche volta ho avuto coraggio. So che mi è andata bene. Ma al di là di tutto questo mi sono data molto molto da fare».
Il primo saggio era un colpo all’ipocrisia, una spallata alla brava coscienza dei vari Live Aid e alle buone intenzioni di Bono e dei governi occidentali: Dead Aid. La carità che uccide, appunto. Il secondo parte da una semplice domanda: come hanno fatto l’Europa e l’America a sperperare tutti i soldi che avevano? Il titolo è: La follia dell’Occidente (Rizzoli).

È vero che Dambisa Moyo si è convertita allo statalismo?
«Chi lo dice?».

Alcuni giornali italiani.
«Mi sono sempre tenuta alla larga da quelle trappole chiamate etichette. Io mi limito a osservare l’efficacia dell’azione dei governi. La loro strategia e gli obiettivi che riescono a raggiungere. I cinesi, con un magistrale colpo di mano, sono riusciti a produrre le merci di cui l’Occidente ha bisogno fornendo, al tempo stesso, sotto forma di prestiti, il denaro necessario per acquistarle. In questo modo hanno posto al collo dell’Occidente un gioco di debiti e dipendenze al quale sarà molto difficile sottrarsi».

Tutto questo con un piccolo particolare. Il governo cinese usa come schiavi i dissidenti e paga una miseria gli operai. Il vantaggio concorrenziale delle sue aziende nasce dalla mancanza di libertà.
«È vero adesso. Ma è un vantaggio che non può durare a lungo. In Cina si sta sviluppando una classe media, che presto chiederà più libertà. È quello che è successo in Occidente dopo la rivoluzione industriale. È chiaro che i diritti individuali sono fondamentali, ma bisogna riconoscere che la politica economica della Cina e di altri paesi asiatici è più lungimirante di quella occidentale. L’America è incline che strade, ponti, scuole, ospedali, aeroporti, dighe, rete idrica e tutta l’intera infrastruttura della nazione si vada rapidamente deteriorando. La Cina sta facendo il percorso contrario. La Cina ha i soldi. L’Occidente no».

Dove sono andati a finire i soldi dell’Occidente? Chi se li è mangiati?
«Sono andati a finanziare i privilegi, l’ozio e gli sprechi di quella che in America chiamano big generation. Sono quelli che adesso si stanno avviando o già hanno raggiunto la pensione. L’Occidente, in pratica, ha dilapidato le proprie risorse senza preoccuparsi di generare nuova ricchezza. È dalla fine degli anni’60 che l’Occidente ha pensato a godersi il presente senza investire in gran parte dei settori dove serviva innovazione. È stato meno creativo rispetto agli anni ’50. Cina, Brasile, Russia, India non stanno facendo altro che copiare il modello capitalistico di quegli anni d’oro».

E la colpa dei governi quale sarebbe?
«Di essersi occupati di tutto tranne di quello per cui servono. I governi dovrebbero assicurare i beni pubblici essenziali, regolare le trattative sul mercato e incentivare innovazioni e talenti. Lo hanno fatto male, sprecando molto».

Lei parla di beffa delle pensioni.
«Non c’è nulla di male nel mettere da parte i soldi per la vecchiaia. Il guaio è che i governi occidentali sono riusciti abilmente a vendere ai loro cittadini qualcosa che non saranno in grado di finanziare. L’altro inganno è che oggi non sappiamo il corpo di quello che i governi devono dare ai pensionati. Non c’è una cifra reale. Per l’Italia si vocifera di duemila miliardi di euro, per la Spagna mille miliardi. Se queste cifre fossero ufficiali le economie di molti Paesi europei crollerebbero immediatamente. Come vede non sono affatto ottimista».

Diranno che è la fine del capitalismo.
«Il problema dell’Occidente non è il capitalismo. Il problema sono i governi».

Cosa dovrebbero fare?
«Non mettere altri ostacoli. Le risorse che restano servono a finanziare istruzione e innovazione. Non a difendere posizioni di privilegio o a cancellare gli errori di chi per ingordigia ha fallito. Non spetta ai governi preoccuparsi delle banche. I soldi sono pochi e vanno gestiti al meglio: pensando al futuro».