Crisi, Draghi: "Crescita bassa, servono riforme"

Draghi lancia l'allarme: "La perdita di produzione
e di reddito è stata ingente". Ma ammette: "La rete di protezione è stata estesa
opportunamente arginando disoccupazione e abbandono sociale"

Roma - "Stiamo ora uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei". L’allarme è del bovernatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sottolineando che servono le riforme: "La perdita di produzione e di reddito è stata ingente. La rete di protezione sociale, pur non riformata organicamente, è stata opportunamente estesa così da arginare disoccupazione e abbandono sociale". "Una crescita economica sostenuta è base di benessere; è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l’Italia; è futuro per i giovani, dignità per gli anziani; il nostro Mezzogiorno - prosegue Draghi - ne trarrebbe forza, può esserne traino. Ne sono condizione le riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di competitività del Paese, che dura da un quindicennio".

Scudo fiscale e riciclaggio "E' un numero esiguo" quello delle segnalazioni da parte delle banche su capitali rientrati con lo scudo fiscale che potrebbero derivare da operazioni di riciclaggio. Intervenuto al Forex, il numero uno di via Nazionale ha ribadito che "le operazioni di rimpatrio dei capitali in regime di 'scudo fiscale' devono essere attentamente esaminate dagli intermediari, al fine di individuare e segnalare operazioni sospettabili di riciclaggio". Il governatore ha spiegato che "finora sono giunte poco più di 50 segnalazioni di possibili reati connessi con operazioni di emersione di disponibilità all’estero. E' un numero esiguo, spiegato solo in parte dal fatto che la legge esclude l’obbligo di segnalazione per diverse fattispecie di reato. Le banche devono impegnarsi di più a uno scrutinio attento delle operazioni di rimpatrio".

Semplificare le commissioni "In circa un terzo dei casi l’onere è aumentato", quella delle offerte alla clientela è una giungla che va semplificata con l’intervento del legislatore. Una rilevazione su oltre 500 banche, rappresentative di circa l’80% dei conti correnti offerti alla clientela. "I risultati, trasmessi al Ministero dell’Economia e delle finanze a cui le nuove norme hanno attribuito compiti di vigilanza in materia di commissioni bancarie, sono disponibili da oggi - ha spiegato Draghi - sul sito internet della Banca. essi mostrano una forte differenziazione fra gli intermediari: se nella media si registra una riduzione, in circa un terzo dei casi l’onere è invece aumentato". "La varietà di nuove commissioni rende difficile per i clienti confrontare le diverse offerte. Occorre che la struttura venga drasticamente semplificata. Un nuovo intervento legislativo, che superi le incertezze interpretative appare necessario". Per questo, "inoltreremo nei prossimi giorni al governo una proposta organica di disciplina che porti a oneri espressi con chiarezza, perchè - ha concluso il Governatore - tutti i clienti possano fare un confronto fra le diverse banche e la concorrenza possa operare senza l’impedimento dell’opacità".