Crisi, l'appello del Papa: "Non vinca l'egoismo, siate solidali fra voi"

Il messaggio "Urbi et Orbi" del Pontefice che ribadisce il no alla "logica della violenza". Quindi l'invito a trovare "soluzioni ai conflitti" che
travagliano la Terrasanta. Monito di pace per Libano, Iraq, Congo e Darfur<br />

Città del Vaticano - No alla "logica dello scontro e della violenza", ma "comporre le tensioni" e trovare "soluzioni giuste e durature ai conflitti" che travagliano la Terrasanta, i rapporti tra israeliani e palestinesi, le situazioni in Libano, in Iraq e "ovunque in Medio oriente". Lo chiede il Papa nel messaggio "Urbi et orbi" della mattina di Natale, pronunciato dalla loggia delle benedizioni di San Pietro e trasmesso in mondovisione.

Il Papa si è augurato che la grazia del Natale possa essere sperimentata "dalle numerose popolazioni che vivono ancora nelle tenebre e nell'ombra di morte". "La Luce divina di Betlemme - ha detto Benedetto XVI che anche nella messa della notte di Natale aveva lanciato un appello per la pace a Betlemme - si diffonda in Terrasanta, dove l'orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi; si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi - ha aggiunto - di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione". Regione che il Papa intende visitare il prossimo maggio, recandosi sulle orme di Paolo VI e Giovanni Paolo II in Giordania, Israele e Palestina. 

Pace in Zimbabwe, Somalia e Darfur E' urgente la pace per "gli abitanti dello Zimbabwe" da troppo tempo nella "morsa di una crisi economica e sociale" che si aggrava. Per il Congo e "specialmente" il "martoriato" Kivu. Per Darfur e Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell'assenza di stabilità e di pace". E questa pace, ricorda il Papa, la "attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà" per aver "restituita speranza al loro avvenire".

Mondo in rovina per terrorismo, odio e povertà "Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina". Ognuno "faccia la propria parte, in spirito di solidarietà". Lo ha affermato il Papa nel messaggio natalizio "Urbi et orbi", indicando come portatori di rovina le violazioni dei diritti, gli egoismi personali e di gruppo, il terrorismo, la mancanza dei beni di sopravvivenza "anche nelle nazioni del benessere". "Dove la dignità e i diritti della persona umana sono conculcati; - ha detto Benedetto XVI nel messaggio letto dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro - dove gli egoismi personali o di gruppo prevalgono sul bene comune; dove si rischia di assuefarsi all'odio fratricida e allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo; dove lotte intestine dividono gruppi ed etnie e lacerano la convivenza; dove il terrorismo continua a colpire; dove manca il necessario per sopravvivere; dove si guarda con apprensione ad un futuro che sta diventando sempre più incerto, anche nelle Nazioni del benessere: là risplenda la Luce del Natale ed incoraggi tutti a fare la propria parte, in spirito di autentica solidarietà. Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, - ha osservato papa Ratzinger - il mondo non può che andare in rovina".

Italia in crisi, ora solidarietà L'Italia soffre della "considerevole crisi economica" di questo nostro tempo e il Papa invita gli italiani "a una più grande solidarietà tra le famiglie e le comunità che compongono la cara Nazione italiana". "Buon Natale agli abitanti di Roma e dell'intera Italia! La grande festa della nascita di Cristo - ha augurato Benedetto XVI - sia fonte di luce e di fiducia per la vita di tutti. In questo nostro tempo, - ha aggiunto - segnato da una considerevole crisi economica, possa il Natale essere occasione di più grande solidarietà tra le famiglie e tra le comunità che compongono la cara Nazione italiana. Dalla povera e umile grotta di Betlemme - ha concluso - si diffonda dappertutto la luce della speranza evangelica e risuoni l'annuncio che nessuno è estraneo all'amore del Redentore". Dopo gli auguri in italiano papa Ratzinger prosegue con gli auguri nelle varie lingue del mondo, in totale 64.

Appello per i bambini maltrattati e sfruttati L'appello per la pace in Terrasanta segue quello lanciato dal papa per i bambini rifiutati, per i bimbi "di strada e i bambini soldato", per quelli abusati, anche attraverso la "pornografia". Benedetto XVI lo ha lanciato nel cuore della notte di Natale, celebrando la messa nella basilica di San Pietro. E ha chiesto ad ognuno di "fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini" e un "cambiamento nell'intimo dell'uomo" che solo consentirebbe di superare "la causa di tutto questo male" e vincere "il potere del maligno". Riflettendo sulla nascita di Gesù bambino Benedetto XVI ha esortato a pensare "in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l'amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace.

Ai bambini che mediante l'industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima". "Il Bambino di Betlemme - ha aggiunto - è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini;...". "Soltanto attraverso la conversione dei cuori, soltanto attraverso un cambiamento nell'intimo dell'uomo - ha osservato - può essere superata la causa di tutto questo male, può essere vinto il potere del maligno". "Solo se cambiano gli uomini, - ha concluso - cambia il mondo...".