Crisi, nel primo trimestre crolla il pil Usa: -6,1%

Nel primo trimestre 2009 forte calo dei beni e servizi. Il dato è inferiore alle stime degli economisti, che si aspettavano un calo del 4,7%. Nell'Unione europea torna a salire la fiducia

Milano - Ancora una doccia fredda negli Usa. L’economia americana continua a contrarsi a un ritmo costante fra il quarto trimestre 2008 (-6,3%) e i primi tre mesi del 2009 (-6,1%) risentendo soprattutto della corsa delle aziende a ridurre gli investimenti in conto capitale.Notizie più incoraggianti nel Vecchio Continente: torna a salire la fiducia di imprese e consumatori. 

Crollo investimenti aziendali Il forte calo del 37,9% degli investimenti aziendali, è il maggiore di sempre ed è una conseguenza logica della scelta della corporate america di pensare in primo luogo a ridurre le scorte di magazzino prima di finanziare nuovi progetti di sviluppo. Secondo i dati del governo, nel trimestre gli inventari sono calati di 103,7 miliardi di dollari contro la riduzione di 25,8 miliardi effettuata nel trimestre precedente. Questa maggiore riduzione delle scorte ha levato 2,79 punti percentuali al totale del pil del primo trimestre. Nel trimestre sono calate anche le spese del governo federale (-4%) e del 3,9% quelle delle amministrazioni locali.

Consumi Una buona notizia è giunta dal fronte delle spese per i consumi che rappresentano il 70% dell’economia americana: dopo essere calate del 4,3% nel quarto trimestre del 2008 sono infatti tornate a crescere nei primi tre mesi del 2009 salendo di un 2,2% che, sebbene modesto per gli standard americani, è decisamente ben augurante. Nel trimestre le spese per beni durevoli sono cresciute del 9,4% dopo essere calate del 22,1% nei tre mesi precedenti mentre gli acquisti di beni non durevoli sono saliti dell’1,3% e le spese in servizi dell’1,5%. Nel complesso, le spese per i consumi hanno aggiunto l’1,5% al pil.

Immboli, ancora grave la crisi Ancora in grave crisi invece il comparto immobiliare: gli investimenti residenziali fissi sono calati del 38% (levando l’1,36% al pil) in ulteriore peggioramento rispetto al -22,8% del quarto trimestre 2008. Positivo infine (per 1,99 punti percentuali) il contributo dell’interscambio commerciale. Fra gennaio e marzo le esportazioni usa sono precipitate del 30% ma le importazioni sono calate in misura ancora superiore, pari al 34,1%.

Ue, risale la fiducia Ad aprile, per la prima volta dal maggio 2008, la fiducia di imprese e consumatori europei è tornata a salire. Emerge dagli indicatori della Commissione Ue (Bci ed Esi) che restano comunque ad un livello "molto basso", anche in seguito al vero e proprio crollo registrato nel mese di febbraio. Gli Stati membri che guidano il rimbalzo sono l’Italia con Regno Unito, Olanda e Spagna, mentre un aumento della fiducia molto più moderato si registra in Francia e Germania. Sul fronte del Bci, l’indicatore che misura le aspettative dei manager delle imprese della zona euro, la Commissione Ue sottolinea come, nonostante i timidi segnali di ripresa, ad aprile si faccia sentire ancora il peso della crescita negativa della produzione industriale a marzo, dopo il crollo di febbraio. Produzione industriale che per Bruxelles "dovrebbe rimanere chiaramente bassa" anche in aprile. Il rimbalzo del Bci, comunque, riflette "un miglioramento della situazione generale", con le aspettative dei manager d’azienda che si fanno meno pessimistiche rispetto al recente passato.