Crisi, la ricetta di Berlusconi e Brown: "Ne usciremo senza protezionismo"

Il premier vede Brown: "No al protezionismo. Molto della recessione è colpa dei media. Nazionalizzazione delle banche? Un'ipotesi per dare una risposta al sistema finanziario e ai titoli tossici. Ma non in Italia"

Roma - Tra le diverse ipotesi sul tavolo per contrastare la crisi economica spunta la della nazionalizzazione delle banche. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa congiunta con il premier britannico Gordon Brown a Villa Madama. "Va trovato qualcosa di più forte, stiamo cercando risposte definitive rispetto al sistema finanziario delle banche e gli investimenti cosiddetti tossici" spiega il premier italiano. "Ci sono diverse ipotesi sul tavolo e una che potrebbe proprio contro l’idea del capitalismo". L’idea "è la nazionalizzazione delle banche, per il momento - osserva il presidente del Consiglio - è solo un’ipotesi". Per Berlusconi in questo modo si potrebbe "impegnare le banche a fornire credito alle imprese. Ci stiamo esercitando, - conclude il premier - non è facile trovare una soluzione". Poi il presidente chiarisce: "L’ipotesi di nazionalizzazione delle banche «non riguarda le banche italiane, ma è una delle tante proposte sul tavolo del G8". 

Le banche italiane "Il governo ha stanziato diversi soldi qualora le banche ritenessero necessario avviare una ricapitalizzazione, ma per il momento non è arrivata nessuna richiesta anche se si pensa che possano arrivare". Berlusconi prima osserva che "il sistema bancario italiano è solido" e "il fatto che non sono arrivate richieste al governo ci deve tranquillizzare". Poi, però, non nasconde la preoccupazione per un altro aspetto: "Sul fatto che le banche debbano continuare a fare le banche e a dare fondi e investimenti necessari alle imprese ci sono diversie grida di allarme in tutto il Paese. Lo stesso allarme - segnala - è "anche dal punto di vista della remunerazione dei capitali prestati". Berlusconi, quindi osserva che su tema "c’è la necessità di collaborazione con l’Abi" ma comunque l’obiettivo è "dare risposte certe affinché le aziende possano continuare ad avere il supporto della finanza bancaria".

No al protezionismo Berlusconi e il premier britannico Brown, in conferenza stampa congiunta a Roma, concordano con la necessità di non cedere al protezionismo, definito dal presidente del Consiglio "una trappola". Per affrontare la crisi, ha aggiunto Berlusconi, è necessario "riscrivere le regole". Il premier britannico ha sottolineato che "se un Paese impone delle tariffe il commercio si deteriora, le aziende perdono posti di lavoro" e si scatena una reazione a catena negli altri Paesi. Bisogna al contrario "mantenere un sistema commerciale mondiale".

Francesi e americani Berlusconi non nega che in alcuni Paesi, come per esempio l’America e la Francia, sono state adottate delle misure in qualche modo protezionistiche. Il premier si sofferma soprattutto sul "buy american" e sul sostegno di Parigi solo alle aziende francesi: "Ci sono azioni che sanno un po' di protezionistico, ma non sono ancora misure protezionistiche, che possono far male".

Colpa dei media "La crisi? In gran parte è colpa dei media, su questa idea noi siamo tutti d’accordo...". Così Berlusconi si sofferma sulle origini e sui motivi della crisi economica internazionale, nella conferenza stampa con il premier britannico. "Il nostro invito ai cittadini italiani è di non avere paura della crisi economica mondiale". dice ancora il presidente del Consiglio. "Solo avendo paura - ha aggiunto Berlusconi - si può determinare una maggiore enfasi della crisi e un prolungamento nel tempo della crisi stessa".

Brown: uniti guideremo la ripresa "Se saremo uniti risolveremo le difficoltà e i problemi del sistema finanziario" ha detto il premier britannico "e avremo una forte ripresa". Brown ha ribadito l’importanza di rifuggire le tentazioni protezionistiche e ha sottolineato che "come G20 e G8, si farà in modo che le popolazioni colpite dalla crisi siano considerate una priorità". Il premier britannico ha insistito sul carattere "verde" della ripresa economica e ha rivelato che è pronto un pacchetto "di 5 miliardi di euro per promuovere una ripresa economica che sia sostenibile". È necessario, però, ha aggiunto, "stringere nuovi accordi perchè vengano regolamenti i flussi di capitale e perchè vengano introdotte norme in quei settori che oggi sono sottoregolamentati".